la proposta in campidoglio

Da Saxa Rubra a Bufalotta, il teatro vuole "traslocare" ma è giallo sui debiti

Martina Zanchi

Dieci anni fa a Roma è calato il sipario sul Gran Teatro di Saxa Rubra, smantellato dopo che il Municipio XV aveva contestato alla società Grandi Teatri srl un debito di circa 93 mila euro per il suolo pubblico. Richiesta, questa, che Grandi Teatri tramite l’allora amministratore Giuseppe Viggiano aveva subito contestato ma che di fatto ha portato alla chiusura del locale, seguita da una lunga coda di polemiche, visto che il teatro era un apprezzato presidio culturale della zona. Oggi piazza Sandro Ciotti è tornata un parcheggio di scambio. Viggiano invece continua a occuparsi di cultura, tanto che il 26 febbraio 2025 in veste di amministratore di una nuova società, la Musicalteatro srl (iscritta al Registro imprese una settimana prima), ha proposto a Roma Capitale la realizzazione di un nuovo teatro da quattromila posti in zona Bufalotta.

Un progetto che ha convinto subito il Municipio III e su cui ora la giunta capitolina, tramite un atto d’indirizzo approvato il 4 giugno scorso, ha avviato verifiche «al fine di accertarne la conformità, sotto il profilo della convenienza economica e della fattibilità tecnica» al Codice dei contratti pubblici. E il debito contestato dal Municipio XV?

  

Il Tempo ha domandato direttamente a Viggiano qual è la situazione e la risposta è arrivata via Pec il 12 giugno scorso, cortese ma non esaustiva: «Per quanto riguarda le questioni legate alla Grandi Teatri Srl, non so darle informazioni dettagliate in quanto non sono più legale rappresentante della Grandi Teatri Srl da circa due anni». Eppure, stando a quanto risulta alla Camera di Commercio, Viggiano è tuttora liquidatore della società. Per il momento quindi resta il giallo sul debito dell’ex Gran Teatro, ma sulla nuova struttura da costruire a Bufalotta l’amministratore di Musicalteatro precisa che il piano «sarà soggetto a finanza di progetto e da un bando pubblico; quindi fino al termine dell’espletamento della gara non sarà possibile conoscere il soggetto che potrà attuare il progetto».

Risulta a Il Tempo comunque che il Campidoglio avrebbe intenzione di indire una manifestazione d’interesse, per verificare se ci siano altri soggetti interessati, e solo in seguito partirà l’istruttoria vera e propria sul progetto. Questa dovrebbe essere la fase in cui verranno valutate anche eventuali pendenze del passato, la loro consistenza, la solvibilità e soprattutto la compatibilità con l’avvio di un’iniziativa analoga a quella di Saxa Rubra, anche se in altra zona e formalmente presentata da un’altra società. Comunque, se l’iter si concluderà positivamente, servirà una dichiarazione di pubblico interesse da parte del Comune e poi verrà indetta la gara pubblica. Viggiano intanto continua a mettere a disposizione di Roma Capitale la propria professionalità, stando almeno agli incarichi conferitigli da Zètema tra il 2025 e il 2026.

Uno da 70 mila euro tra il 18 aprile e il 31 dicembre 2025, prorogato per altri 15.555,56 euro fino al 28 febbraio 2026, come supporto tecnico all’ufficio Giubileo 2025, e poi dal 1° maggio scorso al 31 dicembre prossimo un altro incarico da 49.984 euro per il «supporto tecnico operativo per gli interventi di allestimento e upgrade tecnologico delle Sale Capitoline e del Palatiziano». Il tutto per «indisponibilità di risorse interne» a Zètema e considerata la competenza di Viggiano nel campo degli eventi.