cimiteri senza pace
Cimiteri, loculi inghiottiti dal verde e infiltrazioni. I romani: "Nessun rispetto per i morti"
Il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, è ancora lontano, ma i cittadini hanno diritto tutto l’anno a fare visita ai propri cari senza avere la sensazione di stare sul set di un film horror. Anche all’alba delle partenze estive, quando spesso si fa tappa nel cimitero in cui sono sepolti i familiari per deporre un fiore e dire una preghiera. Loculi ricoperti dalla vegetazione, manufatti recintati e pericolanti, rifiuti abbandonati su distese d’erba incolta, lastre di marmo rotte e lasciate per terra, vie inaccessibili per la presenza di tronchi e rami caduti, servizi igienici fuori uso: a regnare nei tre cimiteri capitolini più grandi - il Verano, il Flaminio - Prima Porta e il Laurentino - è il degrado. Ama, a cui è affidata la cura dei campisanti comunali, assicura di essere «costantemente impegnata in interventi ordinari e straordinari volti ad assicurare piena fruibilità, decoro e sicurezza» e ricorda che, proprio a questo proposito, «è già stata autorizzata l’indizione di una nuova gara», del valore di 2,7 milioni di euro, per trasformare i cimiteri «in veri parchi urbani». L’incuria in cui versano le aree principali dei tre luoghi di sepoltura perlustrati da Il Tempo, però, presta il fianco alle critiche dei visitatori.
Verano
Entrando nel monumentale cimitero del Verano, si ha subito la sensazione che la manutenzione sia insufficiente. A dominare la scena nell’area del quadriportico - per la quale è stata autorizzata l’indizione di una gara del valore di 3,6 milioni di euro ma dove ancora, di fatto, non sono partiti i lavori di riqualificazione - sono le transenne e le reti poste per ragioni di sicurezza. Al di là delle maglie metalliche ciuffi di erbacce invadono le tombe o avvolgono le statue marmoree. Il quadro peggiora se ci si addentra nella zona del pincetto, dove alcuni spazi sono sbarrati perché pericolanti. Per non parlare dei manufatti «impacchettati» con i nastri e lasciati al loro naturale declino. «Guardi queste palme secche. Per arrivare alla tomba di mio marito devo fare un safari. Non le nego che ho pensato di rinunciarci e di lasciare i fiori lungo il viale», dice Marisa, una romana di 76 anni. Le fontanelle senz’acqua si alternano a ferraglia arrugginita. La situazione non migliora nel lotto 46, davanti al Muro dei Francesi. Lì il verde selvaggio ha avuto modo di avanzare indisturbato e di impadronirsi dei loculi al punto che risulta impossibile leggere i nomi dei defunti. Massimo, per fare visita alla suocera, si arma di guanti e forbicioni: «È uno scempio. Non c’è rispetto neanche per i morti», scandisce mentre prova a tirare via le spighe dal fornetto. Ama, dal canto suo, fa sapere di aver programmato «interventi manutentivi sulle parti del Comune».
Flaminio - Prima Porta
A Roma l’erba alta invade parchi, piazze e aiuole. E ora anche il Flaminio, dove per raggiungere una tomba bisogna farsi largo tra le sterpaglie. Su viale Arciconfraternita dei Santissimi Angeli Custodi, il verde infestante copre le pietre tombali e chi arriva per rendere omaggio a un parente è costretto a spostare le fronde con le braccia. Poco più avanti, verso viale dei Campioni, i rami di una pianta escono dal perimetro dell’aiuola e invadono il passaggio davanti ai loculi. Basta fare qualche passo e la scena è la stessa: un arbusto occupa il viale e obbliga i visitatori a chinarsi o a passare nel prato. Seguendo il viale si incontra la tomba della famiglia Dantino, forse non felicissima di sapere che accanto alla loro lapide ci sono contenitori di plastica vuoti e altri rifiuti sparsi. Proseguendo verso il IV Gruppo spuntano altre erbacce fuori controllo, insieme alle transenne installate per sistemare alcune ringhiere metalliche che ora si trovano a terra. Ama spiega che «il servizio di sfalcio dell’erba viene effettuato dalle ditte incaricate secondo una rotazione che prevede, in ogni area, almeno due interventi al mese». Ieri, dopo la segnalazione de Il Tempo, i giardinieri erano al lavoro per ripulire la zona dell’Ossario. Poi ci sono i bagni: dei 13 disponibili, tre sono fuori servizio. Un problema per chi frequenta il cimitero, viste anche le dimensioni dell’area e le distanze tra un punto e l’altro.
Laurentino
L’erba alta è presente anche tra le tombe del cimitero Laurentino, ma qui il problema maggiore è con le infiltrazioni d’acqua all’interno del colombario nel Gruppo A, con un gocciolio costante e diverse pozze sul pavimento. Ama parla di una situazione che «necessita di un intervento strutturale» e che la criticità «è già stata inserita nel piano di manutenzione straordinaria». E chi vuole raggiungere l’area superiore, magari per portare un ricordo sulla tomba di Ennio Morricone, deve fare il giro esterno: la scala è chiusa in attesa dei lavori.