Campidoglio
Il sindaco Gualtieri "scopre" la sicurezza. Ecco perché aveva ragione Il Tempo
A quanto pare la sicurezza non è più un tabù. Sono lontani i tempi in cui non si poteva neanche chiamare l’Esquilino «zona rossa» senza scatenare reazioni stizzite, oggi Roma Capitale avvia un Piano che investe 70 milioni sull’illuminazione, due milioni per raddoppiare le pattuglie della polizia locale in servizio notturno (saranno 20 in più su tutto il territorio e arriveranno a 50 il giovedì, venerdì e sabato), altri otto milioni sulla mobilità e 12 per moltiplicare la videosorveglianza nei luoghi sensibili, a partire dalle stazioni.
Il protocollo d’intesa firmato ieri dal sindaco, Roberto Gualtieri, e dal prefetto Lamberto Giannini, alla presenza di tutte le forze dell’ordine e di polizia che operano nella Città eterna, è forse il segnale che il grido d’allarme dei cittadini ha fatto breccia a Palazzo Senatorio, dove si riconosce finalmente che la «sicurezza percepita» è tutt’altro che una banalità, perché influenza la vita quotidiana delle persone. «I dati ci dicono che abbiamo la fortuna di vivere in un contesto ad alto tasso di sicurezza. Questo però non significa che non ci siano problemi - ha detto infatti il sindaco - I cittadini non devono cambiare le loro abitudini e le donne non devono aver paura di uscire la sera». Per migliorare la situazione, si parte da illuminazione e telecamere.
VIDEOSORVEGLIANZA
Nelle prossime settimane alle 2.500 telecamere preesistenti, di proprietà di Roma Capitale, e a quelle delle società partecipate, se ne aggiungeranno altre tremila. Fra queste, 130 entro dicembre sulle banchine del Tevere, popolate sempre più dai senzatetto e sempre meno da romani e turisti, e anche davanti al campo nomadi di via Salviati; 160 tra il Quarticciolo entro ottobre e in piazza Navona entro luglio; 1.200 davanti alle fermate della metro, entro dicembre; 170 entro giugno a Castel Porziano, terra di conquista di parcheggiatori abusivi e borseggiatori, e in viale Marconi; 61 in via Candoni, dove c’è un altro campo rom, e a Castel Fusano. Altre 400 verranno installate in aree da scegliere insieme ai Municipi V, VI, X, XI e XIII.
ILLUMINAZIONE
Sono 745 le strade e 10.365 i «punti luce» interessati dal Piano da 70 milioni di euro di potenziamento della pubblica illuminazione redatto in collaborazione con Areti. Il focus è naturalmente su stazioni, parcheggi, fermate, parchi e su 210 attraversamenti pedonali da illuminare per renderli più sicuri, e oltre a portare lampioni dove non ci sono verranno anche potenziati quelli esistenti. Dove sono montati Led di prima generazione, che peraltro risalgono a una decina di anni fa, arriveranno quelli ad alta efficienza in grado di aumentare la visibilità del 30%. L’intervento, già in corso, riguarderà tremila lampade entro giugno, grazie al lavoro di 13 squadre Areti dedicate, e con qualche mese in più anche 450 pensiline dei mezzi pubblici. Più luce anche nei parchi pubblici come quello di Tor Tre Teste, luogo di ben due stupri nel 2025, e in quartieri come San Lorenzo e Trastevere, teatro oltre che della movida anche di episodi di violenza e microcriminalità. Alberghi e locali potranno contribuire, aderendo alla «Rete Porti sicuri della notte»: le istituzioni li invitano infatti a lasciare accese le luci esterne anche dopo la chiusura.
SOTTOPASSI DA CHIUDERE
Di chiudere definitivamente i sottopassi inutilizzati e diventati nascondiglio di sbandati e clochard se ne parla almeno da due anni, da quando nel 2024 una 40enne di passaggio in zona Porta Pia è stata stuprata da un senzatetto, che l’ha trascinata nel tunnel di piazzale della Croce Rossa. La promessa torna ora nel Piano sicurezza del Campidoglio: a giugno si comincerà da quelli di via Campania e via Piave, poi toccherà a via Acireale, via Cristoforo Colombo, Tangenziale est e largo del Tritone (quest’ultimo, peraltro, potrebbe essere utile per la mobilità pedonale). L’auspicio è che stavolta dalle promesse si passi alle vie di fatto.