le tasche dei romani

Roma, quarto "assegno" per il Giro targato Rcs

Francesca Mariani

Il Giro d’Italia sta per arrivare nella Capitale. Come già avvenuto nei quattro anni precedenti, a partire dal 2023, l’edizione numero 109 della gara ciclistica completerà la 21ª tappa a Roma il 31 maggio, con una serie di eventi collaterali che costringeranno naturalmente gran parte dei romani a fuggire dalla città che si colorerà di rosa per l’occasione. Rosa la città, "incavolati" neri i romani. Anche perché pure quest’anno il gruppo Rcs Sport Spa potrà contare su 1,2 milioni sborsati dal Campidoglio per lo svolgimento dell’evento tramite procedura negoziata, quindi senza gara. Proprio ieri la Giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri ha dato l’ok alla proposta di delibera presentata dall’assessorato allo Sport e Grandi Eventi "capitanato" da Alessandro Onorato. Un vero e proprio salasso se si sommano le passate edizioni: per tre anni (2023, 2024 e 2025) Roma Capitale ha sborsato in tutto 3,6 milioni di euro in favore di Rcs Sport Spa, che «dispone dei diritti esclusivi di utilizzazione economica connessi al Giro e dei relativi marchi con facoltà di concessione a favore di terzi». La tappa finale del Giro d’Italia anche quest’anno è stata presentata in Campidoglio alla presenza del sindaco, di Urbano Cairo, presidente di Rcs MediaGroup, dell’assessore allo Sport e Grandi eventi, Onorato, e di Paolo Bellino, amministratore delegato di Rcs Sports & Events.

 

  

E la giustificazione, per l’esborso ormai annuale a favore del gruppo milanese guidato da Cairo, non può che essere quella di «veicolare un’immagine positiva, dando una grande visibilità con milioni di telespettatori in tutto il mondo, e che soprattutto genera ingenti ricadute turistiche ed economiche». Questa la litania che l’assessore Onorato continua a ripetere dal 2023, sciorinando le stime della banca Ifis, secondo cui «l’indotto sul territorio romano è stimato in oltre 100 milioni di euro ogni edizione». Con il milione e duecento mila euro di quest’anno siamo dunque a quasi 5 milioni per Rcs Sport Spa. E questi non sono gli unici soldi che le casse comunali devono sborsare. A carico dell’Ente ci sono infatti i costi relativi ai servizi necessari all’organizzazione della tappa: lavori stradali, servizi di polizia locale, pulizia delle aree interessate pre-gara; allestimento del Quartier Tappa ed eventuali costi di noleggio dei locali. E i romani, come detto fuggono. Quindi quei giorni si perdono, nell’indotto, i soldi che spenderebbero i cittadini se rimanessero in città. Ma siamo proprio sicuri che la Capitale, da questo Giro, ci guadagna?