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Droga Capitale, ecco le piazze di spaccio e le famiglie criminali che si spartiscono la città

Pina Sereni

La droga nella Capitale è un fiume sempre in piena. Una montagna di soldi che alimenta eserciti pronti a sparare per marcare il territorio. Disegnare una geografia delle piazze di spaccio e del business è possibile, ma bisogna tener conto che la Roma del crimine è poco incline al compromesso e gli equilibri tra i "feudi" mutano velocemente. 

Le piazze di spaccio
Le piazze di spaccio più note non dormono mai: sono attive 24 ore su 24 e organizzate secondo gerarchie e sistemi perfetti. Da Nord a Sud, non c’è quartiere che resista al fenomeno della vendita al dettaglio. A Nord e Nord-Est le principali piazze di spaccio sono il Tufello e San Basilio. Ad Est e a Sud-Est, invece, spacciatori sono maggiormente attivi al Casilino e al Quarticciolo, a Tor Bella Monaca, al Quadraro, al Tuscolano e a Cinecittà. Sistemi rodati sono poi quelli di Casalotti, Motespaccato e Primavalle, a Ovest e a Nord-Ovest della città. Spostandosi a Sud e a Sud-Ovest, infine, ci sono il Corviale e Ostia, dove le organizzazioni criminali hanno radici profonde. 
 

  

I clan 
A spartirsi il mercato di una città che consuma due tonnellate di cocaina al mese sono i "domini" della malavita. Clan capaci di tenere in scacco interi quartieri o, in alcuni casi, interi quadranti. Ad imporsi su tutti è la camorra romana di Michele Senese, detto "O’ Pazz". È stato lui, verso la metà degli anni Ottanta, a gettare le fondamenta di un regno a cui tuttora si può essere solo subalterni. Il boss è in carcere: è stato condannato nel 2025 a 11 anni di reclusione per estorsione, usura e riciclaggio nell’ambito della maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma "Affari di Famiglia" e già condannato in via definitiva nel 2017 a 30 anni per l’omicidio di Giuseppe Carlino. Il potere della sua famiglia, però, sembrerebbe ancora radicato a Sud-Est: Tuscolano, Appio, Casilino e Cinecittà. Solo tre giorni fa a Don Bosco è stata sgominata un’associazione vicina al clan. Sarebbero sempre i Senese a spartirsi con la ‘Ndrangheta la piazza di spaccio di San Basilio e a dominare su Tor Bella Monaca attraverso la figura di Giuseppe Molisso. Quest’ultimo si trova ora al 41-bis ed è stato già condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Selavdi Shehaj, l’albanese freddato sulla spiaggia di Torvaianica nel 2020. A ciò che resta della Banda della Magliana ora spetterebbe il comando di una zona a sud-ovest che includerebbe Corviale, Magliana, Trullo, San Paolo e che spingerebbe i suoi tentacoli fino a Garbatella e Ostiense. All’Eur, allo stato attuale, è difficile stabilire chi sia a dominare, ma sembrerebbe una zona su cui i narcos albanesi eserciterebbero una forte influenza. La Romanina sarebbe area di influenza dei Casamonica. Ci sono poi aree in fase di riassestamento. È il caso di Tor di Quinto, Parioli e Flaminio, su cui un tempo esercitava la sua supremazia Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, ucciso con un colpo di pistola il 7 agosto del 2019 nel Parco degli acquedotti. A gestire le zone sarebbero l’ex batteria di Diabolik e i narcos albanesi. Ma è il caso anche di Tiburtino e Collatino, prima in mano a Fabrizio Fabietti, ora in carcere, condannato in appello, nel 2024, a 30 anni di reclusione nell’ambito del processo "Grande Raccordo criminale". Sebbene Leandro Bennato sia in galera, la sua famiglia continuerebbe a esercitare un potere rilevante su Bravetta e Primavalle, Ottavia e Cassia. Bennato, ora al 41-bis, è stato condannato in via definitiva lo scorso 30 aprile a 19 anni e 4 mesi per sequestro di persona a scopo di estorsione e detenzione ai fini di spaccio di 107 chili di cocaina. Altre porzioni di questi quartieri sarebbero sotto il controllo di altri gruppi. Parliamo dei Gambacurta, con il capo clan Franco, e Walter Domizi, detto "Il Gattino". In cella entrambi. I Gambacurta estenderebbero la loro influenza anche su Trionfale e Boccea, in condivisione con il gruppo degli Zioni, la cui figura di spicco è quella di Manuel, tornato in carcere nel 2024 dopo l’arresto. A La Rustica ci sarebbero i Carlomosti, attivi sebbene "Il Bestione", Daniele Carlomosti, sia stato condannato a 20 anni di carcere. Altro ex della Banda della Magliana, Roberto Fittirillo, in carcere, avrebbe la sua base di spaccio al Tufello. C’è poi Ostia, dove a dominare sarebbero Roberto De Santis, "Il Nasca", in carcere, e il suo socio Roberto Giordani, "Il Cappottone". Testaccio sarebbe invece sotto il controllo dell’ex membro della Banda della Magliana, Raffaele Pernasetti. Noto come "Er Palletta", è stato arrestato il 15 aprile scorso nell’ambito di un’inchiesta della Dda. Infine, eserciterebbe il suo potere su Corviale, Trullo, Magliana e Monteverde la batteria di Manuel Severa, coinvolto nell’inchiesta che ha portato in cella Pernasetti e già arrestato con l’accusa di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto il 15 gennaio 2024.