giungla capitale
Riecco i cinghiali, accordo tra Comune e Regione: scatta la "caccia" notturna
Dall’emergenza alla pianificazione. A Roma si apre ufficialmente la «caccia» al cinghiale, ma nel senso meno brutale del termine: grazie a un accordo tra Regione Lazio e Comune, infatti, squadre specializzate nella cattura in aree urbane «batteranno» di notte le zone più sensibili della città, per narcotizzarli oppure prelevarli grazie a gabbie trappola. L’obiettivo è quello di contenere la presenza di questi animali nella Capitale, che qualche anno fa ha avuto a che fare con la Peste suina africana, virus che è stato eradicato grazie a una lunga campagna che ha portato a catturare in due anni e mezzo, solo nella fascia di Roma Nord, circa 1.800 cinghiali.
Il loro numero si era così ridotto ai minimi termini ma da febbraio scorso le segnalazioni si sono di nuovo moltiplicate: ieri mattina dal Laurentino (ma sarebbe sempre lo stesso branco che si sposta nei dintorni), giovedì sera invece ne sono stati catturati quattro fra Talenti e via Ojetti, mentre martedì a Torrevecchia 13 in una sola notte. Per ora la stima è di poche centinaia di esemplari presenti in tutta Roma (da febbraio a oggi la Regione ha coordinato circa cento catture dentro e fuori dal Raccordo anulare) ma stavolta si vuole intervenire prima che la situazione sfugga di mano. A questo serve lo schema di accordo di collaborazione tra Roma Capitale e la Regione, approvato ieri dalla giunta del Lazio, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Giancarlo Righini. «Non possiamo più permetterci ritardi o sottovalutazioni - ha dichiarato l’assessore - Servono decisioni e azioni concrete e questo accordo va esattamente in questa direzione».
Si passerà in sostanza dagli interventi emergenziali, attivati dal Comune tramite la polizia provinciale su chiamata, a operazioni programmate al ritmo di un paio di uscite notturne settimanali, affidate alle ditte specializzate che già collaborano con la Regione. La scelta delle zone in cui intervenire ricadrà su quelle da cui arrivano più segnalazioni, anche di incidenti stradali causati dai cinghiali, e in cambio il Comune riconoscerà alla Regione un rimborso spese di 200 mila euro per 12 mesi di attività. E visto che il principale motivo che spinge i cinghiali a spostarsi nelle aree urbane sono i rifiuti, quindi il cibo, tra gli impegni di Roma Capitale c’è quello di evitare il posizionamento di «cassonetti accessibili che attraggono la fauna selvatica», tenendo pulite le aree verdi. Tra gli obiettivi fissati dal piano, un minimo di 150 interventi programmati e quelli urgenti da effettuare entro 24-48 ore. Si stima così di riuscire a ridurre di almeno il 60% la presenza di cinghiali nelle «aree prioritarie», quindi quelle urbane della Capitale. Tempi duri per gli ungulati.