il caso dei condomini misti
Case popolari nei palazzi Enasarco, parte la raccolta firme: "Fermate questa follia"
Rabbia e preoccupazione si respirano nella sala assemblea della chiesa Dio Padre Misericordioso a Tor Tre Teste. Ieri si è tenuto un incontro per raccogliere le firme a sostegno della petizione con cui il «Movimento 19 dicembre» chiede il ritiro del procedimento con cui il Campidoglio ha avviato l’acquisto di oltre mille appartamenti dall’Enasarco per trasformarli in case popolari. Alloggi che si trovano in palazzi in cui già ci sono proprietari privati, che hanno comprato a suo tempo e che ora temono il crollo del valore del loro immobile oltre alla convivenza con i futuri inquilini Erp, visto che in altre occasioni - secondo le testimonianze emerse in chiesa - il Comune ha già dimostrato di essere assente.
Un tema che continua ad agitare i cittadini dei territori interessati, a partire dal Municipio VII, dove è finito sotto accusa persino il presidente Francesco Laddaga per aver venduto lo scorso anno il suo appartamento. Un caso sollevato da Fratelli d’Italia, con il minisindaco che si è difeso assicurando che la vendita non ha nulla a che fare con le decisioni di Roma Capitale. Ora, comunque, il fronte della protesta civica ha iniziato a organizzarsi. «Abbiamo deciso di andare in tutti i quartieri per coinvolgere la maggior parte dei cittadini e informarli su ciò che sta accadendo», dice l’avvocato Tiziana Siano ai presenti in parrocchia. «Il primo rogito di 326 appartamenti non riguarda ancora il vostro territorio, ma non sappiamo se rientrerete nei prossimi».
Il Movimento sta «cercando di far capire al Comune che ha sbagliato». Da qui, la raccolta firme per arrivare all’annullamento del procedimento, che peraltro ha già ottenuto il «sì» dell’Assemblea capitolina a dicembre scorso. «La manifestazione d’interesse non è un bando e su questo Roma Capitale una cosa l’ha fatta giusta - afferma il deputato e coordinatore romano di FdI, Marco Perissa - si può ritirare in qualsiasi momento, fino al rogito, senza che nessuno degli offerenti possa rivalersi». Il Movimento definisce la questione delle case Enasarco e delle future assegnazioni «una potenziale bomba a orologeria che, se fatta senza cognizione di causa, rischia di creare un serio problema economico e sociale». Cosa che sembra confermata dalle testimonianze dei residenti di altri condomini Erp, che hanno denunciato gravi mancanze nella gestione comunale delle assegnazioni.
Un esempio? Il vicino comprensorio di via Aldo Balma e via dei Berio in cui, negli anni, gli alloggi sono stati assegnati a cinque famiglie rom e altri verranno dati ad altri nuclei che arrivano dal campo nomadi di via Salviati. «Noi residenti abbiamo lavorato con quattro di queste famiglie per riuscire a farle integrare. E se il Comune pubblicizza un percorso con gli assistenti sociali, noi non abbiamo mai visto nessuno. Il problema è che la quinta famiglia non rispetta nessuna regola e non fa altro che creare disagi». E ancora. «Nel Municipio V ci sono già tanti problemi, tra cui l’occupazione delle case e dell’hotel Eurostar. Per non parlare della microcriminalità. Se il Comune non segue gli assegnatari degli appartamenti, poi si crea solo disagio».