urbanistica più semplice

Condoni, 8 pratiche su 10 "rallentate" senza motivo. Ora cambia tutto

Martina Zanchi

Otto pratiche di condono su dieci sottoposte dal Comune di Roma lo scorso anno a verifiche approfondite in realtà si sarebbero potute chiudere molto prima, in appena 60 giorni. Secondo l’analisi svolta dall’assessorato all’Urbanistica sarebbero bastati, infatti, un paio di mesi per dire «sì» al cittadino, invece per circa 2.500 faldoni ne sono passati almeno sei, senza che ce ne fosse davvero la necessità. Questo non perché gli uffici siano inefficienti - assicurano dall’assessorato, che ha appena incassato l’approvazione in Aula delle modifiche al regolamento sui condoni - ma a causa di bizantinismi previsti dalle norme comunali in vigore fino a pochi giorni fa.

La delibera approvata riguarda le pratiche «semplificate» (per cui la richiesta viene inviata da un tecnico incaricato, attraverso una relazione asseverata) ed elimina in un colpo solo la soglia di 450 metri cubi, per cui scattavano automaticamente gli approfondimenti, e il meccanismo del sorteggio. «D’ora in avanti - spiega il Campidoglio - i controlli approfonditi (la cosiddetta verifica sostanziale) scatteranno solo per gli abusi in aree protette da vincoli archeologici o paesaggistici, o nel caso in cui emergano dubbi concreti durante l’istruttoria». Al contempo, i tempi della verifica sostanziale scendono da 180 a 120 giorni. Altra novità è la certificazione del silenzio-assenso, che scatta dopo 60 giorni: il Comune rilascerà un attestato «eliminando ogni incertezza per acquirenti e venditori».

  

L’insieme delle modifiche al regolamento dovrebbe invertire la tendenza, consentendo la chiusura del 55% delle pratiche in due mesi. Una rivoluzione per Roma Capitale, dove ci sono ancora 160 mila pratiche di condono pendenti. «L’analisi dei dati 2025 ha evidenziato un’evidente inefficienza - ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia - il 76% delle pratiche veniva bloccato per mesi in verifiche sostanziali che, nell’80% dei casi, confermavano semplicemente l’esito della verifica formale iniziale. Era un carico di lavoro privo di valore aggiunto che paralizzava gli uffici e i diritti dei romani». Non sarà però un liberi tutti: «Non stiamo diminuendo i controlli – prosegue l’assessore – ma li rendiamo più intelligenti. Concentriamo le risorse umane sulle aree protette e sui grandi abusi, liberando finalmente migliaia di famiglie dall'incertezza burocratica su interventi che attendono una risposta da decenni».