cantieri del giubileo
A Termini tutto da rifare. Che disastro il pavé inaugurato un anno fa
Dagli alberi secchi alla pavimentazione sgretolata a poco più di un anno dal taglio del nastro. Non c’è pace per la riqualificazione di piazza dei Cinquecento, che si estende fino a piazza della Repubblica e ai Giardini di Dogali. Un’opera in parte ancora in corso e costata 49 milioni, tra fondi del Giubileo e del ministero dei Trasporti, che però non è nata sotto una buona stella.
L’inaugurazione in pompa magna e al cardiopalma (il Giubileo era iniziato da un paio di settimane) ha visto il sindaco Roberto Gualtieri sottolineare che si è trattato dell’«intervento più ampio del Giubileo», con i suoi nove ettari, e l’assessore ai Lavori pubblici, Ornella Segnalini, aggiungere che «si tratta di un intervento di qualità architettonica, con scelta di materiali di pregio». Eppure le criticità sono emerse subito: a giugno scorso, infatti, gli alberi posizionati davanti alla stazione Termini e in piazza della Repubblica erano già quasi tutti secchi. «Problemi all’impianto di irrigazione», è stata la spiegazione arrivata, peraltro, mesi dopo le prime segnalazioni. Ora gli alberi sono stati sostituiti ma c’è un altro problema, ovvero che la pavimentazione si è già rovinata sia nel piazzale della stazione che nell’area pedonale accanto ai Giardini di Dogali, dove le lastre risuonano con un sinistro «clack» ogni volta che ci si cammina sopra. Il rischio di inciampare è concreto e persino diversi tratti dei percorsi per gli ipovedenti sono spaccati.
Una situazione che ha ispirato uno dei video-denuncia di Daniele Giannini, esponente della Lega, ma che Anas spiega seccamente: «C’è stato un improprio utilizzo della piazza da parte di mezzi carrabili. Anas ha prontamente perimetrato l’area con delle fioriere e provvederà in tempi rapidi alla riparazione». Anche in piazza dei Cinquecento, dove lastre e pietre sono saltate in più punti e l’asfalto è «precocemente ammalorato» - come la società ha riconosciuto a febbraio, durante una commissione capitolina Giubileo - sarebbero in dirittura d’arrivo i primi interventi di riparazione.
Non è finita. Si è aperto un altro fronte caldo perché i progettisti della «nuova» piazza spiegano di non essere stati coinvolti nell’esecuzione dell’opera e non ritrovano sul campo la loro idea originale, che prevedeva ad esempio un grande arboreto, oggi assente. «Un progetto di architettura assegnato da una giuria qualificata attraverso una procedura concorsuale è garanzia di qualità degli spazi - sottolinea il presidente dell’Ordine degli architetti di Roma e provincia, Christian Rocchi - Tale qualità architettonica ha la necessità di essere mantenuta nelle successive fasi di definizione progettuale ed esecutiva. Per questo riteniamo fondamentale la presenza dello stesso progettista in tutti i gradi di realizzazione dell’opera». Si spera che alla fine almeno il «bosco» promesso faccia la sua comparsa