il report

Campi rom, in tre anni solo una chiusura. Flop del Piano comunale

Martina Zanchi

Mancano otto mesi alla fine del 2026, quando terminerà anche l’attuale Piano capitolino per il superamento dei campi rom in base al quale i «villaggi» ancora aperti devono essere smantellati. Sono passati però quasi tre anni dall’approvazione del Piano, che si basa su un finanziamento di 12,9 milioni, in gran parte fondi europei, e nei cinque campi comunali abitano ancora 1.700 persone. Dei sei iniziali è stato chiuso solo quello di Lombroso nel 2024 (sulla spinta del cantiere Pnrr che doveva partire di corsa al vicino Santa Maria della Pietà). Gli altri continuano a macinare fondi pubblici tramite appalti di gestione ma soprattutto per la regolarizzazione dei documenti dei nomadi, l’inserimento lavorativo ed esperimenti di «housing» autonomo.

Azioni che dovrebbero facilitare la chiusura delle baraccopoli ma che hanno avuto fortune alterne: è andato deserto a febbraio scorso, ad esempio, il bando da 271 mila euro per trovare una casa a una quarantina di famiglie «fuoriuscite» da Castel Romano. Di solito in questi casi le strade percorse dal Comune sono due: residence o case popolari. Ancora soldi pubblici. Gli ultimi dati sul fenomeno li ha forniti l’Associazione 21 Luglio, che ha pubblicato il Report 2026 sui campi in Italia (e che a Roma opera a Castel Romano) secondo il quale nella Capitale dal 2022 al 2025 la popolazione dei campi si è ridotta da 2.262 a 1.700 unità, quindi circa il 25% in meno, ma con un villaggio che è stato chiuso.

  

Nel campo di Candoni («superamento» previsto entro dicembre) restano 495 persone, con oltre tre milioni di euro destinati ad «accompagamento e inclusione» e «housing». Di recente sono state demolite alcune baracche, ma il campo resta tristemente noto per le sassaiole contro i bus Atac che passano lì davanti. A Castel Romano sono stati assegnati 2,4 milioni (senza contare il fiume di denaro speso per sistemare il depuratore) e ci vivono ancora 290 persone. Dovrebbe chiudere entro ottobre. E ancora: Salviati va chiuso entro dicembre (2,6 milioni assegnati), a Salone vivono in 162 (2,1 milioni) e a Gordiani altri 228 (2,1 milioni). A questi numeri, spiega la 21 Luglio, vanno aggiunte le 70 persone della baraccopoli di San Basilio e le 46 in quella di Arco di Travertino. La sabbia nella clessidra scorre e la chiusura di cinque campi in otto mesi appare, francamente, impossibile. Il Campidoglio rischia di fermarsi a uno solo in tre anni, nonostante i soldi dell’Europa.