Da Fidene a Romanina

Periferia Est, arrivano i rinforzi e un commissariato

Gabriel Bernard

Nuovi dirigenti, più agenti, una maggiore presenza dello Stato nella periferia est della Capitale anche grazie a un nuovo commissariato a Ponte di Nona. Si tratta di un’operazione di «sartoria sociale» e di «edilizia securitaria», come viene descritta dalla Questura, che ha l’obiettivo di rafforzare la sicurezza in un quadrante della città delicato e già al centro di numerose azioni per contrastare il crimine organizzato e lo spaccio. Il piano, presentato dal questore Roberto Massucci tra le mura del commissariato Casilino Nuovo, prevede l’incremento di 139 agenti, assistenti e ispettori, distribuiti nei diversi commissariati a est della Capitale. Nei distretti di San Paolo e Fidene i dirigenti rimangono gli stessi, mentre per Primavalle, Prenestino, San Basilio, lo stesso Casilino e Romanina sono stati scelti nuovi dirigenti. Una decisione per rilanciare le attività territoriali, rafforzando la presenza quotidiana della Polizia e la collaborazione con le istituzioni locali. «La sicurezza non si costruisce solo con il controllo del territorio: serve un lavoro strutturale e quotidiano che metta insieme istituzioni, associazioni, cittadini e giovani. È questo il senso della "sartoria sociale", pilastro dell’azione della Questura di Roma», ha affermato Massucci.

Per sostenere questo lavoro, nei diversi distretti arrivano rinforzi mirati: 33 agenti per il distretto Casilino, 28 a Fidene, 25 a Prenestino, 15 a Primavalle, 17 a San Paolo, 18 a San Basilio e 3 al commissariato Romanina. Una distribuzione studiata per garantire una presenza efficace e continua nelle zone più critiche, intervenendo non solo in caso di emergenza ma anche con progetti di prevenzione e vicinanza ai cittadini. Alla presentazione era presente anche il presidente del VI Municipio, Nicola Franco, insediatosi negli uffici di viale Duilio Ciambellotti nel 2021. «Quando sono arrivato qui avevamo numeri record impossibili: Tor Bella Monaca era il quartiere con il più alto tasso di criminalità, la piazza di spaccio più grande d’Europa e quattordici clan mafiosi attivi. Il distretto Casilino aveva ottanta uomini, oggi ne ha centoventi», ha ricordato Franco. Poi ha aggiunto: «Adesso cresce la fiducia dei cittadini, il territorio si sta aprendo e chi abita qui comincia a denunciare gli illeciti». 

  

Un altro punto centrale del piano operativo riguarda l’adattamento alla trasformazione del territorio, con periferie in rapida espansione che diventano centri indipendenti «che necessitano di tutti i servizi necessari». Per questo motivo, dagli uffici di via San Vitale si sta valutando l’apertura di un nuovo commissariato a Ponte di Nona, anch’esso nel territorio del VI Municipio. «Questo territorio ha un’estensione paragonabile a città come Napoli, e il distretto Casilino rimane l’unico presidio di polizia presente. Abbiamo già effettuato sopralluoghi per individuare strutture adeguate e speriamo di aprire il prima possibile», ha concluso Massucci, ribadendo l’importanza di un approccio coordinato e continuo.