dopo il caso di domenico
San Camillo senza box per trasportare organi
Solo grazie a un prestito, di vero «cuore», si è risolto il problema di un altro contenitore per il trasporto dell’organo per un trapianto. È accaduto 11 giorni fa al San Camillo che, «rilevata l’indisponibilità del dispositivo presso l’Azienda», ha dovuto chiedere al Bambino Gesù il prestito di un apposito box per il trasporto di un cuore dalla Sicilia «con il sistema Paragonix, ritenuto maggiormente idoneo a garantirne l’ottimale preservazione» fino a Roma. Dove c’era «la necessità di procedere con urgenza al prelievo di un cuore da donatore presso una struttura sanitaria ubicata nella Regione Sicilia, con un tempo di ischemia stimato in circa 4 ore» il 23 febbraio scorso. Quando il reparto di Cardiochirurgia ha «segnalato la conseguente esigenza di utilizzare, per il trasporto dell’organo, il sistema Paragonix». Risultato però «indisponibile» al San Camillo, che ha quindi «richiesto e ottenuto in via d’urgenza il prestito del contenitore Paragonix dall’ospedale Pediatrico Bambino Gesù, con impegno alla tempestiva restituzione».
Anche perché il giorno dopo il caso urgente, il 24 febbraio, l’azienda ospedaliera di Circonvallazione Gianicolense ha subito provveduto all’acquisto di «14 dispositivi per il trasporto cuore Paragonix» per una spesa di 143 mila euro. Perché nel marzo scorso il San Camillo aveva avviato un’indagine di mercato per l’acquisto di «18 presidi per il trasporto del cuore da trapiantare» e 2 mesi fa è stato chiesto alla società appaltatrice di «effettuare le opportune verifiche e accertarne la piena compatibilità con le esigenze organizzative e tecniche dell’Azienda ospedaliera», però il modello di box era differente da quello con il sistema Paragonix.
Ora, quindi, dopo il caso urgente verificatosi con il cuore da trasportare dalla Sicilia, una «relazione del Direttore della Cardiochirurgia e Trapianto di Cuore indica che il dispositivo medico Paragonix presenta caratteristiche tecniche peculiari tali da renderlo preferibile, per il trasporto dell’organo cuore - ha scritto la direzione generale del San Camillo - In particolare per il minor peso e le dimensioni più contenute che ne facilitano il trasporto». Ma anche perché offre «la possibilità di utilizzo in presenza di tempi di ischemia più prolungati e una migliore conservazione termica del cuore». E «garantisce un monitoraggio accurato dell’organo, riducendo il rischio di deterioramento durante il trasferimento». Una corsa all’acquisto dei box che arriva a pochi giorni dal caso del piccolo Domenico morto all’ospedale Monaldi per il trapianto di un cuore «danneggiato»