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Termini, l'iter per "curare" il "Dente cariato" parte dalle proposte dei privati
C’è una cura per il "Dente cariato", l’immobile ottocentesco che affaccia su via Giolitti, parzialmente demolito negli anni Trenta e ormai abbandonato al degrado. A delinearla e a stabilirne i tempi è stato il Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche Abitative, a cui la giunta capitolina ha dato il compito di programmare un iter di riqualificazione dell’edificio. La prima buona notizia, resa nota ieri durante la seduta congiunta delle commissioni capitoline Turismo e Patrimonio, è che l’immobile sarà assegnato e avviato a rigenerazione entro la fine della consiliatura in corso, quindi tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
La prima fase, che prenderà avvio già nei prossimi giorni, sarà quella della consultazione preliminare di mercato: consisterà nell’apertura alle idee progettuali dei privati per la costruzione e la rifunzionalizzazione della struttura. Poi, dopo un’analisi delle proposte, si avvierà un bando pubblico e si sceglierà un assegnatario. Ovviamente tenendo conto del Piano regolatore che, per il "Dente cariato", prevede una destinazione «prevalentemente residenziale». Dallo studio di fattibilità effettuato dall’agenzia del Demanio, intanto, è emerso che le migliori opzioni per recuperare l’edificio, potrebbero essere quelle di uno studentato o di un albergo. La differenza tra le due, come sottolineato dall’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi, sta nelle tempistiche. Per il primo «non è richiesta la variante urbanistica», ha spiegato.
Lo stesso vale per l’altezza dell’edificio, che attualmente è a un solo piano. Nell’ottica di riconsegnare il prima possibile l’edificio ai cittadini e di assicurare una maggiore remuneratività all’investimento, che secondo le stime si aggirerà intorno ai 30 milioni di euro, converrà privilegiare un progetto che recuperi la sagoma e l’ingombro del volume originario della palazzina, che si sviluppava su sei piani. Se verrà ricostruito il preesistente, non servirà una modifica del Piano regolatore. Nessun problema, poi, sul piano storico: per il "Dente cariato" non è necessaria la Vic, cioè la verifica dell’interesse culturale.