insicurezza capitale

Villa Borghese, tour del degrado nell' "oasi" dei clochard

Valentina Bertoli

Un gioiello verde in mano ai disperati. Questa la realtà sulla quale ha risollevato il velo la storia della studentessa aggredita lunedì sera a Villa Borghese. Complice il degrado in cui versa, il parco cittadino è tornato a mostrarsi per quello che è: da una parte uno spazio simbolo della grande bellezza, in cui il patrimonio arboreo e quello architettonico convivono alla perfezione, e dall’altra una "terra" insicura, in cui ogni giorno trovano rifugio clochard e delinquenti. Per rendersene conto basta raggiungere viale Giorgio Washington, il luogo in cui la ragazza ha denunciato di essere stata avvicinata e colpita, e percorrere a piedi le principali arterie stradali che attraversano il polmone verde del quartiere Pinciano.

Da viale Fiorello La Guardia a viale San Paolo del Brasile, ciò che balza subito agli occhi è che, tra gli alberi, sulle panchine o a ridosso delle strutture abbandonate del parco, bivaccano gruppi di senzatetto di diverse nazionalità. Tende, cartoni, materassi, vestiti e rifiuti di ogni genere sono stati accatastati quasi in ogni angolo di un tragitto che è, a tutti gli effetti, un itinerario del degrado. I giacigli di fortuna spuntano come funghi e le fontane diventano lavatoi per i senza fissa dimora. Per non parlare della cabina dell’Acea tra viale del Museo Borghese e via Pinciana, all’ombra e sul tetto della quale più di un disperato ha allestito la sua "dimora" e montato la tenda. Con tanto di bottiglie e fornelli improvvisati su cui cucinare qualche pasto. 

  

Una situazione che non fa che peggiorare nelle ore del pomeriggio, quando il sole inizia a tramontare. Lo raccontano le cronache: il buio resta la concausa principale delle aggressioni alle donne. Ed è un peccato che Villa Borghese, cuore della città e meta di turisti, non faccia eccezione. Passeggiando nell’area in cui la 21enne inglese ha riferito di essere stata travolta dalla furia di un uomo, probabilmente straniero, la sensazione è che, soprattutto di sera, il pericolo sia dietro l’angolo. Tanti sono stati i gridi di allarme lanciati negli anni da residenti e figure istituzionali. Ma la ferita fatica a rimarginarsi. E qualcuno, la prossima volta, potrebbe parlare di ennesima tragedia annunciata.