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Capannelle, l'ippodromo si ferma: corse da settembre

Martina Zanchi e Massimiliano Gobbi

Niente gare fino a settembre all’ippodromo delle Capannelle. È quanto emerso durante la riunione di ieri sera in Campidoglio a cui hanno partecipato i sindacati di categoria, associazioni di trotto e galoppo e i rappresentanti di Roma Capitale. Una doccia fredda per l’ippica romana, già provata da mesi di incertezze sulla gestione dell’impianto di via Appia Nuova. Dopo la mancata firma del contratto da parte della società abruzzese Marsicana srl, che a gennaio si era aggiudicata la concessione annuale, e la successiva proposta «last minute» del Comune al ministero dell’Agricoltura di affidare la gestione alla partecipata Zètema, emergono ora le prime certezze sul futuro delle corse. Il pressing del ministero, impegnato a definire il calendario nazionale di trotto e galoppo atteso a giorni, si scontra ora con una realtà ormai definita, che vede le gare in programma dal 27 marzo a fine agosto spostate in altri ippodromi.

 

  

 

Zètema, infatti, potrà garantire la ripresa dell’attività agonistica solo da settembre e perciò si punterà a concentrare il maggior numero di giornate nella parte finale dell’anno. Al momento, infatti, a Capannelle servono lavori di ripristino che riguarderanno le piste, la sala monitor e la sala regia, oltre a una serie di investimenti ritenuti non compatibili con una riapertura immediata. Carenze di cui del resto si era resa conto anche Marsicana, come emerge dalla corrispondenza intercorsa tra la società e il Comune a inizio mese. Ora il Campidoglio si appresta a comunicare formalmente la situazione al ministero, per consentire la rimodulazione del calendario.

 

 

Dopo il passo indietro di Marsicana (che ha dichiarato di non avere ricevuto dal Comune i documenti necessari a prendere in carico l’ippodromo, nonostante li abbia richiesti) e i sopralluoghi successivi alla fine della gestione di Hippogroup, dal Comune si sottolinea che è stato fatto «il massimo» per garantire l’accesso alle scuderie, i servizi essenziali per l’allenamento di oltre 400 cavalli e le gare, appunto, da settembre. Per molti addetti ai lavori però il rinvio di cinque o sei mesi rappresenta un colpo durissimo, proprio nell’anno del centenario di Capannelle. «Siamo di fronte a una situazione catastrofica - afferma Giuseppe Satalia, presidente di Nuovo Galoppo Italia - Dopo mesi di attesa e rassicurazioni speravamo in una ripartenza immediata. Invece restiamo senza gare a Roma fino a settembre, con conseguenze devastanti sul piano economico e occupazionale. Da domani partiranno mobilitazioni e proteste».