litorale senza pace

Ostia, spiagge a rischio caos. Il Tar decide a maggio sui ricorsi

Massimiliano Gobbi

A Ostia si rischia un nuovo caos lidi. Il Tar del Lazio ha fissato al 12 maggio prossimo le udienze sui ricorsi di diverse società in merito al bando dello scorso anno per l’affidamento di 31 concessioni demaniali marittime. Una data che però - arrivando a stagione estiva iniziata (di solito parte il 1° maggio) - mette in difficoltà il Comune, che si aspettava forse un pronunciamento in tempi più brevi. Così invece si getta un’ombra pesante sulla prossima stagione balneare, che potrebbe iniziare con la spada di Damocle dei ricorsi.

I giudici della Quinta sezione ter, con diverse ordinanze di giovedì scorso, hanno disposto «che parte ricorrente provveda a integrare il contraddittorio» e fissa, appunto, «l’udienza pubblica del 12 maggio 2026 per la trattazione del ricorso». Dovranno quindi essere coinvolti «gli operatori che risultano inseriti nelle graduatorie per tutti i lotti delle tipologie A, B e C, quali controinteressati sopravvenuti». In altri casi, sempre con ordinanza, il Tar ha fissato l’udienza al 28 aprile prossimo, accogliendo l’istanza di rinvio dei ricorrenti.

Le ordinanze, comunque, non dispongono sospensive degli affidamenti, non annullano la gara e non bloccano le procedure di assegnazione. Gli atti impugnati restano dunque efficaci ed esecutivi. Tuttavia, la fissazione delle udienze a metà maggio rischia di produrre effetti dirompenti. Se il Tar, ad esempio, dovesse intervenire con un annullamento dell’avviso o delle graduatorie, si piomberebbe di nuovo nell’incertezza. Uno scenario che rischierebbe di metterebbe in ginocchio il litorale, compromettendo la stagione.

  

Intanto però il Campidoglio va avanti. Sono partiti 18 «inviti di sgombero» nei confronti di ex concessionari di stabilimenti, chioschi e ristoranti sul demanio marittimo, dopo la conclusione delle procedure pubbliche. Il dirigente della direzione Rigenerazione del Litorale e Grandi progetti, Carlo Mazzei, ha intimato ai gestori uscenti di liberare le aree e ripristinare lo stato dei luoghi entro il 31 marzo.

I provvedimenti riguardano 14 stabilimenti storici - tra cui Urbinati, Marechiaro, El Miramar, Il Delfino, Belsito, La Vecchia Pineta, Orsa Maggiore, La Bicocca, La Spiaggia, La Vela, Miami, La Capannina, Il Corsaro e il Circolo Nauticlub Castelfusano - oltre a quattro attività di ristorazione. Le concessioni sono state riassegnate ad altre società in base all’avviso pubblico e alla successiva determina che ha individuato i nuovi affidatari. Una fase che si estenderà ad altre 25 concessioni, portando a 43 i lotti interessati. Una transizione complessa sui cui sindacati e associazioni di categoria, come ad esempio Imprese Balneari Roma, chiedono un confronto urgente con l’assessorato capitolino competente. Dal Comune, però, il messaggio è netto: «Il programma non cambia». Ma sul mare di Roma, oggi, regna l’incertezza.