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Papocchio Capannelle, sull'ippodromo c'è l'ultimatum del ministero

Massimiliano Gobbi

È corsa contro il tempo per salvare l’ippodromo delle Capannelle, nell’anno del suo centenario. Dopo la mancata firma del contratto da parte della società abruzzese Marsicana srl, che a gennaio si era aggiudicata la concessione annuale messa a bando dal Comune di Roma e che la scorsa settimana ha motivato il dietrofront con la «mancata consegna dei documenti essenziali» da parte degli uffici capitolini, è arrivata la successiva proposta «last minute» di Roma Capitale al ministero dell’Agricoltura, che prevede che sia la partecipata Zètema a condurre sia l’impianto in sé che le gare, ma ora è il ministero a chiedere al Campidoglio di confermare entro domani la possibilità di gestire l’ippodromo tramite Zètema, indicando date certe per la ripresa delle corse. 

  

È l’ennesima puntata di una vicenda che vede una continua corrispondenza tra via XX Settembre e il Campidoglio. L’ultima lettera è, appunto, quella del Masaf inviata venerdì sera in Comune. Il via libera del ministero sarebbe condizionato, quindi, ai requisiti di Zètema, che sarebbero stati ritenuti in linea ma solo a fronte di garanzie puntuali e di un cronoprogramma dettagliato per la conclusione dei lavori di adeguamento e messa a norma dell’impianto.

In gioco c’è la gestione quotidiana: accesso alle strutture, servizi essenziali, continuità per gli oltre 400 cavalli che si allenano a Capannelle, ma soprattutto c’è il calendario nazionale 2026, che per Roma prevede la ripresa ufficiale di trotto e galoppo dal 27 marzo. Senza certezze operative, invece, il ministero sarebbe costretto a dirottare le giornate su altri impianti, con ricadute economiche e occupazionali per il comparto romano.

Quella di domani, quindi, sarà probabilmente la giornata decisiva per Capannelle: se il ministero dell’Agricoltura riconoscerà Zètema come gestore, si dovrebbe capire anche quando avverrà il subentro effettivo mentre resta da chiarire l’eventuale coinvolgimento del secondo classificato al bando del Comune, la società Caroli Global Service, arrivata alle spalle di Marsicana.  Il nodo sono comunque le tempistiche, perché lavori di ripristino, verifiche tecniche e calendario federale impongono scadenze ravvicinate. Il centenario di Capannelle rischia così di trasformarsi in un conto alla rovescia per salvare la stagione.