pericolo
Roma, pini crollati su via Fori Imperiali: focus sui lavori della metro
Tra i documenti richiesti ieri mattina dagli esperti chiamati dal Campidoglio ad approfondire le cause della caduta di tre pini in un mese, lungo via dei Fori Imperiali, e soprattutto se sia possibile salvare qualcuno dei 54 rimanenti, ci sono anche le carte relative agli scavi della metropolitana. L’ultimo albero crollato, domenica scorsa, si trovava in effetti all’altezza di via di San Pietro in Carcere, molto vicino a piazza Venezia, dove sono in corso perforazioni a grande profondità per la nuova, avveniristica fermata della metro C. Poco lontano, all’altezza di via del Tempio della Pace e vicino alla nuova fermata Colosseo, è venuto giù un altro pino il 3 gennaio, seguito cinque giorni dopo da un altro a poche decine di metri dal Vittoriano. Non è detto che le trivelle della metro, con le inevitabili vibrazioni, siano state concausa della fragilità di alberi giudicati fino a pochi giorni fa piuttosto sicuri, ma ogni aspetto sarà sviscerato prima di prendere decisioni sui pini superstiti, gran parte dei quali (circa il 70%) nei mesi scorsi sarebbero stati valutati e classificati «B», cioè a basso o moderato rischio, proprio come l’albero caduto il 1 febbraio scorso. Ora, davanti ai tre feriti dell’ultimo schianto, seppure lievi, tutto va rimesso in discussione.
Oltre alla documentazione degli scavi della metro la stessa richiesta è stata fatta dagli esperti per ogni lavoro passato o recente che potrebbe avere impattato sulla salute degli alberi, dal posizionamento dei sampietrini agli interventi sui marciapiedi fino ai cigli stradali, e non è escluso che alla fine prevalga la linea di chi, a Palazzo Senatorio, sembra propendere per la sostituzione pressocché totale dei pini storici con esemplari più giovani. Su questo punto, però, al momento i tecnici esterni sarebbero invece più favorevoli a un approccio conservativo. Tagliare, insomma, il meno possibile per salvare «capra e cavoli», salute pubblica e valorizzazione del patrimonio ambientale e storico rappresentato da alberi che hanno vissuto per oltre un secolo, caratterizzando lo «skyline» capitolino. È certo comunque che la sicurezza resta la priorità condivisa da tutti gli attori della task force rafforzata, istituita dal Campidoglio, e che la decisione finale deve essere presa in pochi giorni. Al tavolo, con Roma Capitale, siedono Soprintendenza di Stato, Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali, Parco archeologico del Colosseo, gli Ordini professionali di agronomi e agrotecnici, vigili del fuoco, carabinieri Forestali, il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), l’Orto botanico dell’Università La Sapienza. Tante teste da mettere d’accordo velocemente, in una situazione critica. Via dei Fori è ancora chiusa da largo Ricci a piazza Venezia, con annessi disagi, e le prove di trazione in corso dovranno dire se altri pini secolari rischiano di schiantarsi.