stretta sulla movida

Roma, i controlli costano caro al Piper: chiusura per lo storico locale

Giustina Ottaviani

Neppure il Piper Club è rimasto immune alla stretta sui locali scattata dopo la tragedia di Crans-Montana. La storica discoteca romana, attiva fin dagli anni Sessanta e simbolo di intere generazioni, ha dovuto abbassare le serrande a seguito di una serie di controlli effettuati dalle forze dell’ordine. Gli accessi al locale sono stati sigillati nelle ultime ore con un provvedimento di sequestro di natura cautelativa, emerso dopo verifiche approfondite all’interno della struttura. Secondo quanto accertato durante i sopralluoghi, sarebbero state riscontrate diverse criticità legate alla sicurezza. In particolare, gli agenti avrebbero rilevato modifiche non autorizzate agli spazi interni, problemi nei percorsi di evacuazione, carenze nella documentazione obbligatoria e una capienza superata rispetto ai limiti consentiti. Tutti elementi che, nel loro insieme, avrebbero fatto scattare la decisione di sospendere l’attività del locale in via preventiva.

 

  

 

Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato. Il Piper era già finito sotto la lente delle autorità in passato, soprattutto per l’elevato afflusso di giovanissimi durante alcune aperture pomeridiane. Solo pochi mesi fa, a maggio, il questore di Roma aveva disposto una chiusura temporanea di quindici giorni, motivata da gravi problemi legati all’ordine pubblico. Il provvedimento era arrivato dopo una serie di risse e aggressioni che avevano richiesto l’intervento ripetuto delle forze dell’ordine.

 

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Una parabola amara quella raccontata dal Corriere della Sera per un luogo che ha segnato la storia della musica e della cultura giovanile italiana. Nato nel 1965, il Piper è stato il palcoscenico degli esordi di artisti diventati leggende, da Patty Pravo – a lungo identificata come “la ragazza del Piper” – a Renato Zero e Lucio Dalla. Per decenni ha incarnato lo spirito della movida romana, tra concerti, mode e notti memorabili. Oggi, però, il mito lascia spazio ad una cronaca sempre più dominata da problemi di sicurezza.