trasporti senza pace

Roma, la Regione è pronta a bloccare i rincari dei biglietti di metro e autobus

Martina Zanchi

No della Regione all’aumento «generalizzato» del costo del biglietto dei mezzi pubblici, da 1,50 a due euro, che Atac prevede di applicare da luglio. L’aggiornamento del Piano industriale dell’azienda, come rivelato ieri da Il Tempo, è stato approvato dalla giunta capitolina a fine dicembre ma l’ultima parola spetta alla Regione, che già nel 2025 ha impedito l’aumento. Ora però i famigerati due euro tornano in campo.

Assessore Fabrizio Ghera, delegato regionale ai Trasporti, ne eravate a conoscenza?
«No, non abbiamo ricevuto aggiornamenti in tal senso. Va detto che il Consiglio regionale ha stanziato una cifra record, pari a 260 milioni, per il trasporto pubblico di Roma Capitale. Sono venti milioni in più rispetto agli anni di Nicola Zingaretti, e già lo scorso anno avevamo approvato una quota di 252 milioni. Lo abbiamo fatto perché riconosciamo l’importanza della Capitale e della sua rete di trasporti per l’intera regione e quindi è giusto che il finanziamento sia maggiore. Vorrei sottolineare inoltre che, considerati anche gli aumenti dei ticket giornalieri e settimanali che abbiamo già autorizzato, la cifra complessiva a disposizione del Comune è probabilmente superiore ai 22 milioni di cui avevano bisogno per chiudere il contratto di servizio».

  

 

 

Quindi, sul biglietto a due euro, qual è l’orientamento dell’amministrazione regionale?
«Continueremo a sostenere i conti dei trasporti capitolini ma non riteniamo che a doversene fare carico debbano essere le fasce della popolazione più deboli. Siamo contrari quindi ad aumenti generalizzati».

Invece, l’ipotesi di tariffe differenziate tra residenti e non residenti nel Lazio vi trova d’accordo?
«Questo è stato già stabilito da una nostra delibera e sicuramente il Comune ci sta lavorando. Per i residenti nel Lazio il prezzo deve restare di un euro e 50, poi si può immaginare un quid in più per i turisti, ma non si pensi a sovrapprezzi clamorosi».

 

 

Veniamo alle linee Metromare e Roma-Viterbo, da qualche anno gestite da Cotral e Astral. Come sa, i pendolari sono scontenti del servizio anche se negli ultimi tempi qualcosa si sta muovendo. Lei è soddisfatto del lavoro svolto finora?
«No, perché c’è ancora molto da fare. Su queste linee scontiamo 15-20 anni di scarsa manutenzione, tuttavia ci sono segnali incoraggianti. Intanto i guasti sono in diminuzione e poi in assestamento di Bilancio abbiamo previsto 32 milioni di euro per far fare a Cotral manutenzioni, revisioni e tutti gli interventi necessari sui treni. Stanno per uscire le gare d’appalto e sono certo che i miglioramenti si vedranno. Inoltre prima di Natale abbiamo acquistato da Roma Capitale, al costo di cinque milioni di euro, un treno revisionato che andrà sulla Roma-Lido, e anche l’apertura dell’attesa stazione di Acilia è un segnale importante dell’attenzione che la Regione sta rivolgendo ai pendolari. Quanto alla Roma-Viterbo, siamo vicini a sbloccare il cantiere di ampliamento della stazione di piazzale Flaminio, fermo da oltre 10 anni. Nei prossimi giorni inizierà il trasferimento in una nuova sede, sempre in centro, del personale della Presidenza del Consiglio che lavora nell’immobile ex Cnel proprio nell’area interessata dal cantiere. Stavolta ci siamo davvero».