giovani

Università, ecco l'"altra" Sapienza: tre giorni di sport, musica, inclusione

In un periodo di grandi tensioni, con l'università spesso utilizzata per censurare le voci sgradite e imporre con la violenza la propria, dalla Sapienza arriva un segnale importante: la tre giorni di incontro degli studenti di Azione Universitaria all'insegna di sport, musica e inclusione. L'iniziativa comprende un torneo di basket 3vs3 gratuito per gli studenti, che ha raccolto quasi 200 partecipanti, su un playground montato per l’occasione all’interno della Città Universitaria della Sapienza. Il progetto rientra fra le “iniziative culturali e sociali degli studenti” sostenute dall’Ateneo, con il patrocinio della FIPIC (Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozzina), del Comitato Italiano Paralimpico Lazio e dell’ASI (Associazioni sportive e sociali Italiane), in collaborazione con Sapienza Sport. Una parentesi importante è stata dedicata alla tematica dell’inclusione, con diverse sfide tra squadre professionistiche giovanili di basket in carrozzina, unite a racconti e interventi dei protagonisti in campo e dei rappresentanti delle istituzioni sportive e paralimpiche presenti. 

«L'iniziativa -spiega Filippo Mosticone, rappresentante degli studenti nella Facoltà di Giurisprudenza- è stata finalizzata alla promozione dell'integrazione, dell'uguaglianza e della lotta all'abilismo attraverso lo sport. Le istituzioni devono garantire l’accesso allo sport a tutti. Crediamo in un modello di società in cui lo sport possa essere strumento di formazione, prevenzione ma anche di inclusione; un sistema di sani valori che cresce le giovani generazioni».

  

Sport, inclusione, e una rilevante partecipazione a fare da contorno, dunque: «Sapienza PlayGround -rimarca Mosticone- è stata “senza barriere”, ed è stata un successo incredibile: tantissimi partecipanti e altrettanti curiosi e ‘sostenitori’ hanno riempito il piazzale, in campo e fuori, grazie anche alla presenza di musica e animazioni. La tre giorni targata Azione Universitaria ha portato in città Universitaria una festa di sport e musica; ha smorzato la monotonia, ha offerto un’altra immagine di Università: difficile considerarla un mero esamificio, ci è chiaro dagli sguardi dei nostri colleghi; crediamo debba rappresentare un luogo in cui forgiare la propria personalità coltivando passioni, al fianco della formazione accademica curriculare. Sapienza Playground è riuscita, col sorriso, a vincere il grigiore che spesso avvolge la nostra generazione, a vincere il bieco ideologismo e la retorica della distruzione, che riguarda un certo movimentismo giovanile anche all’interno del nostro Ateneo. Vogliamo più spazi per gli studenti e che a fare rumore negli atenei non siano sempre solo proteste e prepotenze dei soliti collettivi occupanti, ma le belle iniziative di chi aggiunge allo sforzo per lo studio quello per il bene della sua comunità studentesca. La Sapienza è tanto altro: lo dimostrano gli obiettivi dell’iniziativa, il pieno sostegno della Rettrice Polimeni che ringraziamo e lo spirito dei partecipanti!».