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Preside massacrato a scuola dal patrigno di un alunno, choc alla Giustiniana

Francesca Mariani

«L’hanno massacrato». I genitori degli alunni dell’istituto paritario San Gabriele, in via della Giustiniana, non usano mezzi termini per descrivere il momento in cui il compagno della madre di uno studente liceale ha aggredito il dirigente scolastico, Raimondo Pietroletti, che è ricoverato in ospedale con 90 giorni di prognosi. I fatti sono avvenuti il 15 marzo e secondo quanto emerso l’uomo non accettava il fatto che il ragazzo avesse preso una nota e poi anche la sospensione - a quanto pare dopo che l’alunno ha preso a parolacce un insegnante - e per questo motivo ha fatto irruzione nell’ufficio in cui il preside stava lavorando con alcuni collaboratori. Prima lo ha minacciato, intimandogli di annullare il provvedimento disciplinare, e poi, quando Pietroletti lo ha invitato a calmarsi, si è scagliato contro il dirigente.

Una «gravissima aggressione», si legge nella comunicazione che il Consiglio d’amministrazione dell’istituto ha inviato ai genitori degli iscritti, per informarli dell’accaduto. Un pestaggio che, oltretutto, sarebbe avvenuto sotto gli occhi del figlio piccolo dell’aggressore, che l’uomo aveva portato con sé in quella che è sembrata una vera e propria spedizione punitiva. «Piangevano sia il dirigente, mentre veniva massacrato di botte, sia il bambino. Alcune insegnanti hanno chiamato il personale scolastico, che ha allertato i soccorsi e la polizia», racconta un genitore. Proprio l’intervento delle professoresse e degli addetto alla sicurezza del Campus potrebbe aver evitato il peggio. Ai ragazzi, che non hanno assistito alla scena perché le aule sono distanti dall’ufficio del preside, quello che è accaduto è stato «detto e non detto». La comunità scolastica adesso è sotto shock, gli insegnanti sono scoraggiati, hanno paura. Come si legge nella comunicazione che la scuola ha inviato ai genitori, l’uomo «era visibilmente alterato» mentre dalle famiglie il preside viene descritto come la persona «più dolce, gentile e disponibile che possa esistere», che prima di diventare dirigente insegnava filosofia.

  

«La nostra società si augura che questo episodio sia semplicemente riconducibile a una particolare situazione di miseria umana e vuoto educativo e che siano assicurate da parte di tutti le condizioni per poter proseguire l'attività didattica», si legge nella lettera della scuola, che definisce questa vicenda «preoccupante» e precisa che sono in corso le valutazioni dei legali che assistono l’istituto. Intanto, a quanto risulta, il ministero dell’Istruzione ha attivato tutte le procedure del caso con l’Avvocatura dello Stato.