clima impazzito

Roma, record di eventi climatici estremi. Il report choc

Massimiliano Gobbi

Aumentano i fenomeni meteorologici estremi in Italia. E il Lazio conquista il podio della classifica tutta in negativo. Roma, addirittura, è in vetta per il numero più alto di conseguenze sul clima impazzito, alla Regione, invece, il terzo posto assoluto in Italia con 136 eventi estremi registrati negli ultimi 13 anni. I dati sono del report «Il clima è già cambiato» dell'Osservatorio Città Clima 2022 realizzato da Legambiente, con il contributo del Gruppo Unipol.

Su 1.503 fenomeni estremi dal 2010 a fine ottobre 2022 in Italia, 780 comuni colpiti e 279 vittime, ad andare in sofferenza è stata proprio la Capitale con ben 66 eventi registrati, tra nubifragi, trombe d'aria e picchi di calore eccezionali, 6 solo nell'ultimo anno, 39 allagamenti a seguito di piogge intense e 14 casi dove è si è verificata l'interruzione di infrastrutture viarie e ferroviarie. Una fotografia definita «preoccupante» da Legambiente, che vede con valori superiori a quelli del Lazio solo in Sicilia, che detiene il primato con 175 eventi, e la Lombardia con 166 fenomeni meteorologici estremi.

  

A spaventare, però, sono anche il caldo e la siccità con decine di città che hanno visto il superamento di diversi record storici per le temperature estreme. È il caso di Guidonia Montecelio, dove a giugno i rilevamenti hanno fatto registrare una temperatura «record» pari a 41,2°C. Un primato nazionale nel mese di giugno seguito da Viterbo e Roma con 40°C. Questi livelli di caldo eccezionale hanno inevitabilmente portato a gravi conseguenze sulla salute umana, facendo scattare a Viterbo nella seconda metà di luglio 2022 un aumento di mortalità del 48% legata all'ondata di calore (7° peggior dato nazionale).

Nella Capitale, invece, si è registrato il maggior aumento di temperatura media (2,66°C) tra il 1960 ad oggi secondo i dati di Berkeley Earth. Dal rapporto di Legambiente emerge anche una proiezione che porterà la Capitale nel 2050 ad aumentare del 8% la mortalità dovuta alle ondate di calore a causa di una combinazione di temperature crescenti e della concentrazione di inquinanti, come l'ozono e il PM10, a livello locale.

Secondo la ricerca, Roma potrebbe raggiungere i 591 decessi durante i mesi estivi a causa delle alte temperature. Un aumento di temperatura che nel periodo 2050-2080, porterà nella Capitale, 28 giorni di caldo estremo in media all'anno, rispetto ai 2 attuali. I cambiamenti climatici spaventano, non soltanto in proiezione futura.

Solo quest'anno, nel Lazio, in tanti Comuni le risorse idriche sono state razionate a suon di ordinanze, mettendo in difficoltà tanti cittadini che hanno dovuto fare i conti con risorse limitate in determinate fasce orarie. Come poi non ricordare il livello del Lago di Bracciano ri-sprofondato a -141cm sotto il livello zero. A tutti questi problemi di siccità, poi, si aggiungono stravolgimenti climatici che mettono in difficoltà aree costiere che rischiano di scomparire a causa dell'innalzamento del livello dei mari. Tra queste la piana Pontina, quella di Fondi e la foce del Tevere nel Lazio. «Mutamenti climatici e conseguenze sempre più violente a Roma e nel Lazio - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - Oggi come non mai bisogna saldamente costruire il futuro della nostra Regione su una generazione energetica da fonti rinnovabili, una nuova gestione del ciclo dei rifiuti, il rilancio della mobilità pubblica e il rafforzamento delle aree verdi».