esultanze senza senso

Latina, decade il sindaco Coletta. Figuraccia di Letta e Zingaretti: il Pd perde un'altra città

Daniele Di Mario

Si tornerà a votare a Latina. Damiano Coletta, confermato sindaco nel mini-replay elettorale del 4 settembre, decade dal ruolo perché i consiglieri di opposizione di Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Latina nel Cuore e Udc, maggioranza all'interno dell'assise, come annunciato, una volta convalidata l'elezione, hanno abbandonato l'aula per andare a rassegnare le proprie dimissioni. Sono 20 (su 32 consiglieri) le dimissioni depositate dal notaio: c'è anche quella di Annalisa Muzio, candidata sindaco con una lista civica. «Con grande senso di responsabilità, coerenza e amore per la città di Latina i consiglieri comunali eletti nel centrodestra si dimettono in blocco per voltare finalmente pagina rispetto all'amministrazione Coletta - scrivono in una nota - nell'ultimo anno si è dimostrato che la cosiddetta "anatra zoppa", ossia un sindaco che non ha la maggioranza in consiglio comunale, né tanto meno la fiducia dei suoi concittadini, non è in grado di garantire alla città un'amministrazione che faccia fronte ai tanti problemi del nostro territorio e che sia in grado di pianificare lo sviluppo e il futuro di Latina». Coletta era al secondo mandato, e, per l'opposizione, aveva condannato la città a sei anni di «totale immobilismo».

 

  

 

«Il nostro - spiegano dirigenti, amministratori e eletti delle 5 liste - è un gesto di responsabilità e un atto di amore nei confronti di Latina. Chiudendo questa fallimentare esperienza amministrativa saremo presto in grado di assicurare a Latina un'amministrazione in grado di risolvere i problemi dei cittadini, dare risposte a famiglie e imprese e lavorare finalmente per un futuro di sviluppo e crescita del nostro meraviglioso territorio». A Latina si era rivotato in 22 sezioni su 119 dopo la decisione del Tar del Lazio (confermata dal Consiglio di Stato) di far ripetere il voto per gravissime irregolarità riscontrate durante le operazioni di voto e di spoglio al primo turno del 4 e 5 ottobre 2021. Nelle 22 sezioni tornate al voto il candidato sindaco del centrodestra Vincenzo Zaccheo prese quasi il 61%, non riuscendo a vincere al primo turno per poche centinaia di voti.

 

 

Ciononostante, in piena campagna elettorale, il segretario del Pd Enrico Letta, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri esultarono, nonostante Coletta non avesse comunque una maggioranza e i consiglieri del centrodestra avessero annunciato la sfiducia in caso in cui il sindaco non si fosse dimesso. Le dimissioni sono arrivate tramite un video su Facebook mentre i consiglieri si recavano dal notaio. «Il centrodestra si dovrà assumere la responsabilità di lasciare la città senza guida politica - tuona Coletta - Io continuerò a battermi perché i progetti che stanno prendendo avvio trovino la loro realizzazione. Lascio il ruolo di sindaco della mia città con la coscienza a posto, la schiena dritta, a testa alta e da vincitore. Se ci sarà un'altra occasione mi batterò per vincere. Non ho nulla da rimproverarmi».