emergenza rifiuti

Nuova raccolta differenziata per ristoranti, bar e scuole. A Roma arrivano le spie

Susanna Novelli

Ci riprova l’Ama. E stavolta lo fa alla «grande», con un maxi appalto da 235.146.558 milioni di euro della durata di 36 mesi, pubblicato ieri e in scadenza il 12 luglio. Si tratta della raccolta differenziata delle utenze non domestiche divisa in 15 lotti, uno per Municipio. Già in passato l’ex giunta Raggi aveva provato a esternalizzare in parte il servizio, per 150 milioni di euro, ma diverse criticità, a cominiciare dalla mappatura - errata - delle utenze., avevano di fatto portato l’operazione al fallimento. Stavolta l’appalto è strutturato in ogni dettaglio. In totale le utenze non domestiche da servire sono 54.805.

Di queste la parte del leone è certamente quella del I Municipio con 13.194, per il quale il lotto d’appalto è anche il più oneroso con circa 45 milioni di euro. L’obiettivo di Ama, che di fatto esternalizza l’intero servizio, è quello di una raccolta differenziata attraverso interventi mirati e specifici in modo da evitare lo spettacolo indecoroso che purtroppo ogni giorno, e soprattutto ogni sera, si prensenta agli occhi di cittadini e turisti. Le utenze sono infatti divise per categorie, dal ristoro alle scuole, dai centri commerciali ai mercati rionali. In proposito, ad esempio, il lotto 12 prevede una spesa "extra" di circa 4mila euro a domenica per Porta Portese. Ancora, per ristoranti e fast food «l’esposizione dei rifiuti sul suolo pubblico dovrà avvenire alle 24, ovvero a chiusura serale dell’attività». L’operatore da parte sua dovrà garantire «la raccolta di tutte le tipologie di utenze con esposizione dei rifiuti sul suolo pubblico entro le 4 ore successive all’orario di esposizione comunicato dall’utente». L’obiettivo insomma è quello di ridurre al minimo necessario il tempo in cui i rifiuti si trovano in strada. Oltre a dettagliare la raccolta per ogni tipologia di utenza, il bando porta una novità importante che riguarda il controllo, il controllore e il controllato. Di fatto, utente, operatore e Ama vengono inseriti in un sistema di «spionaggio» con tanto di fornitura di "prove" fotografiche se ad esempio l’utente non conferisce in modo corretto i rifiuti o non rispetta l’orario di conferimento; così come l’utente potrà ovviamente inviare e provare il mal servizio reso dal prestatore.

  

Quest’ultimo avrà poi l’obbligo di stilare report quotidiani settimanali e mensili sulle utenze servite, il peso dei rifiuti rirati, mezzi e singoli operatori in attività. Tutto tracciato anche tramite Gps. Una prova importante e onerosa per Ama, che in questi ultimi anni ha perso oltre mille operatori, e soprattutto per i romani dai quali si prendono quei 235 milioni di euro del maxi bando.