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Ai domiciliari il "re" delle pulizie negli hotel di lusso. Indagata ex nuotatrice

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Duro colpo al "re" del gruppo imprenditoriale che fa le pulizie e le sanificazioni Covid-19 in hotel, ristoranti, cinema, negozi, uffici e condomini. I militari del comando provinciale di Roma della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza agli arresti domiciliari per l’imprenditore Vito Roberto Bernardone e la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione nei confronti del commercialista Francesco Straticò. Entrambi risultano indagati dalla procura capitolina, a vario titolo, per le ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali, dichiarazione fiscale infedele e indebita compensazione.

Il provvedimento trae origine dalle indagini svolte dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Roma a seguito della dichiarazione di fallimento della cooperativa Gsc Servizi S.c.a.r.l., operante nel settore delle pulizie di edifici e hotel di lusso in tutta Italia, che era al vertice del gruppo di imprese gestito da Bernardone e in cui erano inquadrati circa 800 lavoratori. L'imprenditore originario della Sicilia, con l’ausilio del commercialista, aveva costituito e diretto una decina di società, tutte intestate a compiacenti «prestanome» e a cui veniva formalmente sub-appaltata l’esecuzione delle commesse assunte dalla cooperativa capogruppo, che erano utilizzate, in realtà, come meri «contenitori» di forza lavoro, su cui far gravare gli oneri tributari e previdenziali. Attraverso l’indicazione di elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni fiscali, le società, attive solo per brevi periodi, maturavano rilevanti crediti Iva inesistenti, che venivano poi impiegati per compensare indebitamente gli ingenti debiti nei confronti dell’Erario e degli Enti previdenziali. Questo "meccanismo" ha consentito al gruppo societario di accaparrarsi le commesse a prezzi insostenibili per le altre aziende, determinando una forte distorsione della libera concorrenza.

Indagata anche l'ex nuotatrice Luciana Marcellini Hercolani Gaddi (figlia del regista de "La grande olimpiade", Romolo Marcellini), che a soli 12 anni partecipò ai Giochi olimpici di Roma del 1960 nella gara dei 200 rana. Ora ha 73 anni e, su proposta di Bernardone, ha ricoperto l'incarico di amministratrice in alcune subappaltatrici della cooperativa Gsc Servizi. L’autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo di somme di denaro, beni mobili e immobili (tra cui diversi appartamenti tra Roma, Anzio e Arzacena di cui Bernardone ha la disponibilità) per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Il gip Rosalba Liso ha disposto il sequestro per 7,3 milioni, nello specifico, nei confronti di Luciana Marcellini Hercolani Gaddi.

Dalle indagini sono emersi anche "comportamenti prevaricatori" da parte dell'imprenditore nei confronti di partner commerciali e dipendenti. "Non casualmente il Bernardone ha subito già due condanne definitive per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, lesioni e maltrattamenti e che pendono a suo carico diversi processi per una variegata tipologia di delitti, fra cui uno per il grave reato di violenza sessuale".

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