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Il Lazio forse si salva dalla zona arancione

Antonio Sbraga

Il «giallo» sul paventato ritorno in Zona Arancione non verrà svelato prima di domani. Per ora sul tavolo del Ministero della Salute sono finiti i sospettati, 6 Regioni, a partire dal Lazio (oltre Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte). Il movente, l'indice di contagio Rt, già attenzionato dalla scorsa settimana, quando nel Lazio s' era fermato a un soffio dalla soglia critica di 1 (0,96). Ora «stimiamo un valore RT lievemente in aumento» avverte l'assessore regionale alla sanità, Alessio D'Amato, facendo quasi accendere la spia -arancione ministeriale. Pere, «i dati dell'incidenza e i dati dei tassi di ospedalizzazione sono al di sotto delle soglie di allerta», tiene a sottolineare D'Amato. Il Lazio, infatti, è 5 punti percentuali sotto la soglia critica del 30% di tasso d'occupazione dei pazienti Covid nelle Terapie intensive (la media nazionale del 23%).

Ieri, nonostante i 14 nuovi ingressi, il numero dei degenti è calato da 253 a 239, anche a causa dell'aumento dei decessi (55: 23 in più rispetto a martedì) che porta il numero complessivo delle vitime-Covid a 5593. Sono calati anche i ricoveri-Covid nei reparti d'area medica: 21 in meno (dai 2065 di martedì a 2044), con un tasso d'occupazione del 32% (3 punti in più della media nazionale, ferma al 29%), come quantificato dal monito raggio quotidiano dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Pere) nei 48 Pronto soccorso laziali il sovraffollamento continua: alle ore 12 di ieri si contavano «464 pazienti in attesa di ricovero o trasferimento», scesi a 346 alle ore 18 (a partire dal Pertini, con 38 in stand-by sui 65 presenti, dai 33 su 61 in cerca di un posto nei reparti del San Camillo-Forlanini e dai 32 su 76 a caccia di un letto all'Umberto I).

  

Ieri la Regione ha cercato di correre ai ripari ordinando ad Asled aziende ospedaliere un nuovo «scenario di rimodulazione dei posti letto del 17 febbraio Rete Co vid -19» con l'incremento di complessivi 659 letti da dedicare al Coronavirus. Un cambio repentino dallo «scena rio di rischio 3» ordinato non più tardi della scorsa settimana, quando si era passati a 2500 posti letto Covid in area medica (a fronte dei 4000 dello scenario 4) più 350 di terapia intensiva (dai 450 previsti dalla fase più critica). Ora, invece, si torna a 3109 letti in area medica (a partire dai 277 del Gemelli + Columbus, i 240 dello Spallanzani e i 234 dell'Umberto I) oltre ai 400 posti nelle terapie intensive. Un effetto -fisarmonica che torna ad allargare la Rete -Co vid potrebbe essere un altro indizio che conduce alla Zona Arancione. L'attuale Zona Gialla rischia di stingere anche per la Zona Rossa scattata da lunedì a Roccagorga, dove però è stata esclusa la variante inglese. In ogni caso presente nel Lazio con una trentina di casi accertati finora.