indagini chiuse

Abusi sessuali in Vaticano, due prelati rischiano il processo

Andrea Ossino

Una violenza sessuale commessa all’ombra della Basilica di San Pietro. Don Gabriele Martinelli avrebbe sfogato i suoi appetiti sessuali perversi approfittando del suo ex ruolo di seminarista del Preseminario San Pio X, quello che ospita i chierichetti che prestano il servizio liturgico nella Basilica di San Pietro con il Papa. E a coprirgli le spalle, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un monsignore, Enrico Radice. Secondo le accuse il prelato avrebbe saputo quello che accadeva all’interno del seminario, ma non avrebbe denunciato la faccenda. Adesso la Procura di Roma ha concluso le indagini. E i due prelati rischiano di dover affrontare un processo per i fatti accaduti tra il 2010 e il 2012. Non sarebbe la prima volta che gli indagati si trovano a dover giustificarsi davanti a un Tribunale. Sono infatti già a processo davanti la giustizia vaticana. 

Gabriele Martinelli, 28 anni, dall’altra parte del Tevere è accusato di aver usato violenza e minaccia, abusando della sua autorità e approfittando delle relazioni di fiducia e di aver costretto la vittima a subire rapporti carnali, atti di sodomia, e altri reati sessuali sempre commessi all’interno della Città del Vaticano. 

  

Don Enrico Radice, 71 anni, al tribunale ecclesiastico deve rispondere di altri reati. Avrebbe aiutato Martinelli ad eludere le indagini inviando lettere che discolpavano il ragazzo. Si tratterebbe di missive firmate dall’allora vescovo di Como Diego Coletti, ma disconosciute poi da quest’ultimo.  I fatti per cui procede il Vaticano iniziano nel 2007 e continuano fino al 2012. In realtà infatti anche la procura dei minori di Roma indaga su Martinelli. I fatti sono sempre gli stessi, ma in questo caso l’ex seminarista li avrebbe commesso prima del 2012, quando era minorenne.