chi li pota?

Al Prenestino gli alberi entrano nelle case. Storace: qualcuno avvisi la Raggi

Contro la sindaca di Roma c'è pure il "complotto" degli alberi. "Nella città delle strade nuove di Virginia Raggi sono gli alberi a guastare la festa alla sindaca", scrive il vicedirettore de Il Tempo, Francesco Storace, sul sito 7Colli. "Già, ogni giorno abbiamo proclami dal Campidoglio per raccontarci quanto è bella e brava la nostra prima cittadina, come ci allieta il presente e prepara il domani - si legge nell'articolo - Ma la Raggi poteva immaginare persino che gli alberi si intrufolassero nelle case dei romani? E che cavolo, nessuno mi avvisa e mi tocca fare pure queste figuracce. E’ sicuramente un complotto, avrà urlato quando le hanno mostrato la fotografia apparsa ieri sul gruppo Facebook Dillo a noi Roma".

Siamo in via Erasmo Gattamelata, al Prenestino. "E in effetti non è proprio un richiamo turistico vedere quelle piante che stazionano sulle finestre dei palazzi. Con i fusti che si arrampicano fin lassù. Ma è la solita storia di inefficienza: chi pota quegli alberi, sindaco Raggi? A chi ci dobbiamo rivolgere tra quelli di prima se il buongiorno e la buonanotte si fanno in tonalità sempreverde? Gradevole, per carità, ma non esattamente comoda e di difficile accettazione per chi abita in quelle case", scrive Storace che ricorda che nel 2019 proprio in via Gattamelata degli alberi erano caduti.

  

Le poche attenzioni dell'amministrazione grillina sono per chi abita in centro, che gli altri si arrangino. "Giusto un anno fa, alla vigilia di Natale, una bomba d’acqua, accompagnata da vento forte, si era abbattuta sulla Capitale. Alberi caduti, strade chiuse e treni rallentati per danni da maltempo causarono i maggiori disagi. Furono chiusi, tra l’altro, parchi, cimiteri e ville storiche, in seguito a un’ordinanza della sindaca. E strade chiuse, inclusa la stessa via Gattamelata. Niente, non c’è pace da quelle parti, dove si paga il dramma di abitare lontano dal centro della città. Il Comune è sempre più smemorato per chi non viva la Roma storica, come se quei quartieri non fossero cuore vivo di Roma".