lo scandalo

Roma, sesso tra vigili urbani: audio hot in Procura. Caccia alla spia

Andrea Ossino

Lo scandalo a luci rosse che ha investito i vigili urbani romani finisce in Procura. E la storia di una notte di passione tra due vigili in servizio assume connotati inquietanti. Perché i due potrebbero non essere stati registrati da qualcuno che avrebbe ascoltato la radio di servizio rimasta erroneamente accesa. Dietro l’intera vicenda potrebbe celarsi una vendetta nei confronti di una donna che ha denunciato colleghi molesti facendo finire a processo anche un casco bianco accusato di aver allungato le mani sulla vigilessa e su una collega. Inoltre non è possibile escludere che i due amanti siano stati utilizzati per colpire i vertici della polizia locale, visto che un parente della ragazza fino a poco tempo fa ricopriva un ruolo dirigenziale all’interno del Corpo. Quel che è certo è che le indagini hanno preso una piega inaspettata per chi ha denunciato i due vigili.

Ma andiamo con ordine. Alla fine dell’estate qualcuno invia una sorta di esposto anonimo al comando della polizia locale. Racconta la storia di due vigili che durante un appostamento notturno fuori dall’ex campo rom di Tor di Quinto cedono alla passione dimenticando la radio di servizio accesa. Le prove del misfatto, secondo l’anonimo, sono contenute nelle due chiavette usb che contengono l’audio del rapporto incriminato.

  

I vigili indagano e avvisano subito la Procura di Roma. Gli inquirenti si basano su dati di fatto, prove certe. E l’unica cosa che emerge in maniera nitida da quella denuncia è che l’anonimo, o chi per lui, ha captato un momento decisamente privato. Non ci sono prove del fatto che i due fossero in servizio. E non c’è certezza su quando e dove il rapporto sia stato consumato. Quindi i magistrati indagano sull’unica ipotesi che emerge: l’intercettazione abusiva. Ed è per questo che già da alcuni mesi c’è un’inchiesta condotta dal pool di magistrati che si occupano di crimini informatici. Nel mirino dei pm però non ci sono i due amanti, ma l’anonimo.

La persona, o le persone, che hanno inviato lo scritto e gli audio ai vigili però non avrebbero saputo che la Procura era già stata informata e lavorava sul caso. Presumibilmente avrà pensato che i vigili non intendessero far chiarezza su un fatto potenzialmente scandaloso. Non credeva che i caschi bianchi avessero immediatamente allertato la Procura. E così alcuni giorni fa ha inviato ai magistrati un secondo esposto, sempre anonimo, con l’audio della notte di passione sempre allegato e contenuto in due chiavette usb.

Evidentemente l’anonimo tiene molto alla faccenda. L’evoluzione dei fatti però conferma i sospetti dei magistrati che intendono svelare l’identità di chi ha denunciato. Gli inquirenti ovviamente stanno verificando anche la sua versione dei fatti cercando di capire chi c’era in centrale, all’ascolto della radio, la notte che secondo l’anonimo sarebbe avvenuto il rapporto.

Occorre capire se sia una vendetta nei confronti della donna o dietro la vicenda ci sia il tentativo di danneggiare la polizia locale, già al centro di una bufera mediatica che ha spinto la Sindaca Virginia Raggi a disporre la rotazione territoriale dei vigili che lavorano nel centro storico. Le prime lettere di preavviso della rotazione sono arrivate ieri alla porta dei vigili interessati.