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Arcuri, Corona e l'ex di De Rossi. La vita spericolata del truffatore delle mascherine

Andrea Ossino
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“Riteneva che sinonimo di successo fosse essere ricchi per essere presentabile di fronte a personaggi della Roma bene. Così per ostentare ricchezza c'è stato un momento in cui aveva stipulato sei contratti di leasing di auto di lusso”. Lusso, moda, donne avvenenti, alcuni guai con l'erario e un dissidio con criminali di un certo rango. L'imprenditore arrestato ieri nell'ambito dell'inchiesta sulla fornitura mai avvenuta di mascherine, non è nuovo alle cronache. Gli studi e le collaborazioni con i ministri: così si racconta l'indagato Il Ministro Roberto Speranza e gli ex ministri Antonio Martino e Antonio Marzano: l'ufficio stampa di una società riconducibile all'indagato ne sottolinea gli importanti incarichi. L'ufficio stampa della E-Building spa, azienda in cui detiene numerose azioni, lo descrive così: “Figlio di genitori Inseganti, si trasferisce a Roma nel 1997 lasciando come molti a soli 19 anni la famiglia dopo aver ottenuto il diploma presso il Liceo Scientifico Gioacchino Pellecchia di Cassino, e si laurea in Scienze Politiche presso la Luiss Guido Carli nel luglio del 2001 a soli 23 anni con 110 e lode, tra i primi del suo corso, corso da cui sono poi usciti compagni di corso e si studi noti tra cui spiccano i nomi di Roberto Speranza e Tommaso Labate, fondando in quell'anno la sua prima Società nel giugno 2001 la E-Building S.r.l. poi S.p.A. dal 2011. Per le sue doti di sintesi e di intuizione delle vicende socio economiche di quegli anni da neo laureato gli viene offerto un incarico di 2 anni (dal 2002 al 2004) come collaboratore alla cattedra di Economia Politica in Luiss (Cattedra del Professore Antonio Martino, Ministro della Difesa in quegli anni) e presso la cattedra di Politica Economica presso la Facoltà di Scienze Politiche di La Sapienza (Cattedra del Professore Antonio Marzano, Ministro delle Attività Produttive in quegli anni), incarico che porta a termine fino a scadenza nel 2004. Nel 2002 risulta anche vincitore di un Dottorato in Information Technology presso la Facoltà di Economia della Luiss Guido Carli, poi rinunciato per seguire le attività accademiche nonché per accettare l'incarico da funzionario presso l'IPI (Istituto per la Promozione Industriale), agenzia governativa facente parte del Ministero delle Attività produttive, offertogli direttamente dall'allora Ministro Antonio Marzano, incarico da cui si dimette volontariamente nel giugno 2002 per seguire le proprie ambizioni imprenditoriali”. Il rapporto con l'Arcuri il sequestro ordito dall'ex di De Rossi In realtà Antonello Ieffi, imprenditore nato a Cassino nel 1978, è comparso per la prima volta sui rotocalchi quando ha iniziato a frequentare Manuela Arcuri. Nel 2012 i giornali di gossip, sospettando un flirt tra i due, li hanno insieme in Vacanza a Malindi da Briatore. E ancora a Dubai. E poi c'è l'amicizia con Fabrizio Corona. Nel 2013 Ieffi si è reso protagonista, suo mal grado, di un'altra avventura. Il 17 luglio fu picchiato e torturato in un attico al Torrino, quartiere a Sud di Roma. Per quella faccenda furono arrestate alcune persone tra cui Tamara Pisnoli, ex moglie della bandiera giallorossa Daniele De Rossi. Il processo è ancora in corso. «Quel pomeriggio avevo appuntamento in un bar dell'Eur con alcune persone – ha raccontato ai carabinieri – Quando arrivai mi si avvicinarono due persone e mi invitarono a salire sulla macchina con loro”. Sarebbe stato portato nell'attico al Torrino: “Una volta lì cominciarono a picchiarmi, a farmi del male. Erano in tre. Uno di loro mi tagliò con un coltello il cuoio capelluto. Pretendevano altri 86mila euro per un prestito che sei mesi prima avevo chiesto di 100mila euro. Ne avevo già restituiti 343mila, ma ne volevano ancora e subito. Mi hanno minacciato di morte”. “Se non paghi in cinque giorni ti spariamo alla testa”, “Sai quanto ci metto a fà ammazzà una persona? Basta che metto diecimila euro in mano a un albanese, non ci mette niente”, avrebbero detto gli aggressori secondo quanto racconta da Ieffi. L'uomo chiama in ballo anche la Pisnoli, proprietaria della casa in cui Ieffi è stato trattenuto: «Nel corso di quel sequestro mi vennero chiesti anche altri soldi, la restituzione, con interessi, di 80mila euro, diventati 150mila della Pisnoli. Mi era stata presentata mesi prima da un mio amico che era il suo compagno M.M. Mi disse che voleva entrare nella partita del fotovoltaico e le proposi in investimento. O meglio, una licenza per la produzione di energia con impianti fotovoltaici». Negli atti Ieffi viene descritto dal gip in questi termini: “La vittima riteneva che sinonimo di successo fosse essere ricchi per essere presentabile di fronte a personaggi della Roma bene. Così per ostentare ricchezza c'è stato un momento in cui aveva stipulato sei contratti di leasing di auto di lusso”. L'agguato alla Magliana C'è anche un'altra persona che è stata indagata in quel procedimento: Andrea Gioacchini, accusato di aver prestato denaro a strozzo a Ieffi. Gioacchini è stato ucciso nel gennaio 2019. Un agguato alla Magliana: uno sparo in testa, uno alla mandibola e uno alla spalla non gli hanno lasciato scampo. Sul fatto indaga l'Antimafia.

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