la petizione de il tempo

Subito la videosorveglianza negli asili: scrivi a telecamere@iltempo.it

Nunzia De Girolamo

Il teatro dell’assurdo è vivo e vegeto, cambia scenografia ma quasi mai trama. È un susseguirsi di attimi di irrealtà, mista a momenti di follia. È la cornice che rende lo spettacolo, o meglio il dramma, condito da immagini da brivido. Guardare il teatro dell’assurdo è quasi sempre un colpo allo stomaco e al cuore che provoca rabbia e sgomento. Incredulità e nervosismo. Sentimenti comuni, solitamente, a tutti gli spettatori. Soprattutto quando scompare il confine della dignità e ogni palco diventa realtà. Quando il teatro diviene la vita reale, e si condisce di immagini atroci come quelle carpite all’interno dell’asilo nido di Cariati (zona San Paolo) in Calabria. È questo il palco, è questa la tragica realtà. I protagonisti? Loro malgrado, inconsapevoli ed impauriti, ancora una volta i bambini. Pubblico d’eccezione invece, i calabresi che, inermi, hanno dovuto assistere all’ennesima lesione della dignità degli indifesi e dei più deboli della società. È la regola di una scenografia per tratti profondamente drammatica. Dalle telecamere installate dalle forze dell’ordine su richiesta della procura di Castrovillari emergono scene inquietanti. Scene drammatiche dal palco della realtà. Due maestre, Anna Lettieri e Candida Tucci, strattonavano i bambini, tiravano loro i capelli, li trascinavano, li spintonavano, li picchiavano, li minacciavano di morte e, addirittura, salivano loro addosso quando erano per terra. Ed è proprio qui, che il copione va fuori dai limiti umani. È qui che si supera ogni realtà per sconfinare brutalmente nel campo della follia. Tutte violenze documentate dai Carabinieri che hanno immediatamente proceduto all’arresto delle due due donne, di cui una è risultata anche non assunta, né abilitata a fare la maestra. Insomma, era su quel palco ed oltre a non esserne all’altezza non ne aveva alcun diritto. Ed i diritti, forse per questo, lo toglieva anche agli altri. A tutti quegli occhietti pieni di lacrime di quei poveri bambini. Il procuratore di Castrovillari parla di un caso inquietante e di azioni crudeli da parte di queste due donne. Osservo le immagini e mi verrebbe una smisurata voglia di essere lì, in quel reale teatro dell’assurdo. Vorrei fare irruzione, stavolta io senza ragione, per prendere queste due mentecatte a calci nel sedere. Fare ciò che i bambini, qualora avessero avuto forza, avrebbero fatto. Solo per difendersi, si intenda. Non contenta, vorrei cambiare scenografia sbattendole immediatamente in carcere. Ne avrei facoltà, il teatro dell’assurdo del resto ha tempi veloci. Cambi di rotta immediati. Senza processo, senza intermediazione, senza difesa. Come quei poveri bambini. Come le loro innocenti lacrime. Tutto questo penso in un attimo. Ma quando la mente esce dal palcoscenico, mi rendo conto che è impossibile rispondere alla violenza con altra violenza: l’unica reazione possibile alle brutalità sui nostri bambini è mettere in campo tutti gli strumenti per impedire che si ripetano casi simili. Controlli costanti, formazione adeguata, perizie psichiatriche, turn over per consentire a chi è esausta di occuparsi dei nostri figli di andare in pensione. Non mi stancherò mai di elencare le azioni necessarie per fermare gli asili degli orrori, per fermare quel teatro che non vorremmo mai più vedere. O forse sarebbe il caso di istallare telecamere perenni, affinché il magnifico teatro della vita non si trasformi, in alcuni luoghi di educazione e formazione, teatro dell’assurdo? E proprio sulle telecamere vorrei avviare una stagione di costante e continua sollecitazione al governo, al parlamento e ai partiti politici, affinché dopo gli annunci, le promesse e i tweet possano realmente diventare un obbligo per tutti gli asili e le strutture per anziani. Da oggi e per un mese, grazie al nostro direttore Franco Bechis, faremo un appello alle forze politiche per calendarizzare il provvedimento al senato ed eliminare gli ostacoli. Avvieremo contestualmente una petizione online, affinché tutte le mamme, i papà, i nonni e le famiglie possano scrivere con noi e con la politica italiana questa pagina di tutela dell’infanzia. Non perdiamo altro tempo, garantiamo ai nostri figli una infanzia serena almeno quando è possibile farlo per legge. Basta teatro dell’assurdo, basta drammi. I nostri bambini hanno diritto a vivere solo le favole. E dobbiamo avere garanzie anche su chi, teoricamente, dovrebbe raccontargliele.