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E De Vito si era fatto promettere 110 mila euro anche dagli imprenditori Toti

Traffico illecito di influenze per la riqualificazione degli ex Mercati Generali di Ostiense

Valeria Di Corrado
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Nel nuovo filone d'indagine partito dall'inchiesta sullo stadio della Roma, che ha portato in carcere Marcello De Vito, tra gli indagati, accusati per traffico illecito di influenze, figurano anche Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket Virtus Roma e l'imprenditore Pierluigi Toti. Secondo la Procura capitolina De Vito, sfruttando le relazioni che aveva in Campidoglio (in qualità di presidente del consiglio comunale), si era fatto promettere dai due imprenditori 110 mila euro in cambio del suo interessamento a mediare con il pubblico ufficiale incaricato di approvare il progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense. De Vito e l'avvocato Camillo Mezzacapo (anche lui finito in carcere) hanno percepito dalla società Silvano Toti Holding spa 48mila euro.  Oltre a Mezzacapo e De Vito sono stati arrestati (in questo caso ai domiciliari) l'architetto Fortunato Pititto e Gianluca Bardelli. Mentre risultano indagati a piede libero gli imprenditori Toti, l'avvocato Virginia Vecchiarelli, Sara Scarpari amministratore della società Mdl srl (riconducibile a De Vito e Mezzacapo) e l'immobiliarista Giuseppe Statuto a capo dell'omonimo gruppo imprenditoriale. In questa nuova tranche dell'inchiesta sullo stadio è sempre presente Luca Parnasi. Gli undici indagati sono accusati a vario titolo di corruzione, traffico di influenze illecite, evasioni di imposte e false fatturazioni.

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