allarme sicurezza

I clandestini non si trovano più

Silvia Mancinelli

A quest’ora, se hanno buone gambe e abbastanza fiato, i quindici tunisini rimessi in libertà grazie al guasto dell’aereo avranno già raggiunto la frontiera e magari azzardato il superamento del confine. Diversamente, invece, saranno nascosti chissà dove. Solo per due di loro è stato possibile il ricollocamento nei Cpr (Centri di Permanenza per il Rimpatrio, ex Cie), al contrario dei più fortunati, rimessi in libertà con l’Ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni, pena un’ammenda fino a 20mila euro che difficilmente verrà pagata dallo straniero irregolare. Il problema nasce laddove sia altamente improbabile che il destinatario di un decreto di espulsione, che magari sia arrivato in Italia dopo chissà quali peripezie, ottemperi all’obbligo di tornarsene in patria autonomamente nel giro di una settimana. Mentre è un fatto che lo stesso immigrato si ritrovi con più provvedimenti a carico e venga fermato più volte dalle stesse forze dell’ordine che magari, senza successo, lo avevano accompagnato in aeroporto... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI