amministrative

Ballottaggi, nel III Municipio spareggio tra Lega e Pd

Susanna Novelli

Un voto locale che sa di nazionale, quello del III Municipio della Capitale, dove oggi sono chiamati al voto ben 171 mila elettori, pari a una media cittadina di provincia. Il ballottaggio infatti riporta al «vecchio» bipolarismo, centrosinistra contro centrodestra, mentre i Cinquestelle, nonostante la maggioranza in Campidoglio, sono rimasti clamorosamente fuori. In vantaggio il candidato del centrosinistra, Giovanni Caudo, già assessore nella giunta capitolina di Ignazio Marino, che al primo turno ha ottenuto il 42,06% dei consensi, mentre il «rivale» del centrodestra, Francesco Maria Bova, ex vice questore vi- cino alla Lega, ha ottenuto il 33,81%. Una differenza non sostanziale, considerata la bassa affluenza al primo turno (26,49) e storicamente in calo al secondo. Anzi, negli ultimi giorni di campagna elettorale il centrodestra si ulteriormente ricompattato in- torno alla candidatura di Bova, addirittura con la «visita» del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (Fi). Già perché quella del III Municipio, potrebbe rappresentare la scintilla che dà il via al motore di una politica capitolina ferma al palo. A fermarsi persino quel «vento» di cambiamento sbandierato dai Cinquestelle e che rischia adesso di implodere sotto i colpi non solo dell’ennesima inchiesta giudiziaria, che riguarda comunque le ombre sulla gestione dell’amministrazione da parte del sindaco Virginia Raggi&Co, ma anche a causa di quella «rete» reale e non virtuale necessaria per amministrare anche, o soprattutto, i difficili Municipi della Capitale. Non a caso oltre a perdere due minisindaci, il MoVimento 5 Stelle sta vivendo anche una morìa di consiglieri municipali che stanno via via lasciando il grillismo. Per questo il risultato del voto di oggi assume un’importanza decisiva per i due schieramenti «tradizionali», caduti in catalesse dopo il terremoto di Mafia Capitale e lo tsunami che ha tra- volto Ignazio Marino. Nel caso di una vittoria del centrosinistra, già due settimane da uscito vincitore al primo turno nell’altro parlamentino dove è caduta la mini giunta 5 Stelle, il Pd potrebbe assumere due certezze e magari ricominciarea lavorare su una strategia locale più concreta: si vince con l’alleanza a sinistra da una parte, rivedere e soprattutto superare le vecchie logiche partitiche che hanno portato a perdere alla primarie, in entrambi i Municipi dove si è tornati al voto, i candidati «del partito». Nel caso di vittoria del centrodestra, invece, oltre all’analoga conferma che so- lo con una alleanza compatta si può andare al governo, si certificherebbe il successo della Lega che in questo Municipio ha raggiunto al primo turno il record romano del 16,25%. E l’effetto Salvini potrebbe proprio portare il candidato Bova a strappare la fascia bicolore di uno dei territori più vasti e importanti della Capitale, rimettendo così in pista un centrodestra in pesante minoranza all’interno delle istituzioni romane. Un voto importante dunque, destinato a segnare una pagina nuova per tutti i protagonisti della politica romana. A cominciare dalla giunta Raggi, sonoramente bocciata e ancora incapace di risollevarsi dalle macerie giudiziarie.