RIVOLTA NELL'ACCAMPAMENTO DEI ROGHI TOSSICI

È scoppiata la guerra: rom in fuga da via Salone. Occupato un palazzo a Centocelle

Mary Tagliazucchi

È guerra tra rom. Dopo l’incendio doloso, avvenuto lo scorso 10 novembre ai danni del cointainer di Najo Adzevocic, ex delegato ai Rapporti tra i rom ed il Comune ai tempi del sindaco Alemanno, la tensione nel campo nomadi di via di Salone, il più grande d'Europa, è salita alle stelle. Nella notte, poco dopo la mezzanotte, sono state quattordici le famiglie fra donne e bambini che hanno lasciato l’insediamento per occupare uno stabile di via dei Lauri, nella zona di Centocelle. La causa? La paura di ritorsioni e minacce dai loro stessi connazionali. "Dopo l’ultimo atto intimidatorio a me e la mia famiglia, le persone hanno paura all’interno del campo. Paura delle stesse ritorsioni e minacce. Abbiamo occupato questo stabile perché non ci sentiamo più sicuri lì, alla mercè di questi aggressori” spiega lo stesso Adzevovic che aveva già denunciato l'attacco incendiario del 10 novembre scorso dove il figlio ha rischiato la vita: "C’è un’alleanza con malavitosi romani" aveva dichiarato qualche giorno fa. E sempre il 10 novembre scorso i romani erano scesi in piazza guidati dai comitati del IV Municipio per denunciare ancora una volta i roghi tossici, la criminalità e il degrado. "Non ce la facciamo più. Ogni giorni subiamo minacce. Siamo disperati ed esasperati da questi criminali, un gruppo di 20 bosniaci pronti a tutto per i soldi.Siamo scappati perché ci chiedevano a famiglia, mille euro a testa per poter rimanere nei nostri moduli abitativi. Qui ora siamo 22 donne, tra cui 5 incinte, una donna che ha appena partorito e ha ancora i punti del cesareo e 30 bambini, tra cui una di appena 10 giorni. Ci accoltellano, intimoriscono e minacciano noi e i nostri figli. Ci obbligano a dare le nostre figlie in spose e offrono ai nostri figli droga per poi indurli a spacciare. Ora siamo qui minacciati dalle cooperative che dicono che non abbiamo chiesto il permesso, ma noi non sappiamo dove andare". A parlare è proprio una delle donne rom che sono fuggite con i loro figli questa notte dal campo di via di Salone e si sono rifugiati ora nello stabile abbandonato di via dei Lauri, dove all’esterno ci sono le forze dell’ordine a presidiare. "Tutti montenegrini e famiglie per bene", sottolinea Najo Adzovic.  La situazione è degenerata e sembra ormai senza controllo. I nomadi fuggiti dall'accampamento di via Salone hanno occupato lo stabile abbandonato di via Lauri 15 che, adesso, la cooperativa "Inventare l'abitare" sta presidiando senza sosta per bloccare l'accesso ad altri rom. "Da 15 anni - spiega Dario Biagetti - aspettiamo che il Comune di Roma termini finalmente i lavori per consegnarci il palazzo che ci siamo aggiudicati tramite bando pubblico. Quello che è accaduto stanotte era inevitabile".