EMERGENZA IDRICA

Roma, da sabato via ai razionamenti dell'acqua. C'è il piano alternativo ma la magra è ovunque

Antonio Sbraga

Ormai è una corsa contro il tempo per evitare che "la grande bellezza" di Roma finisca in una grossa secchezza. Il conto alla rovescia, innescato dalla Regione Lazio con l’ordinanza dello stop ai prelievi idrici al lago di Bracciano "entro le ore 24 del 28 luglio", porterà da sabato 29 al razionamento idrico per un terzo della capitale che, a turni alterni ma continuativi, sia diurni che notturni della durata di 8 ore, resterà a secco. Perché, spiega Acea Ato 2, "i prelievi attuali effettuati al lago di Bracciano assicurano 1100 litri al secondo, pari ad una fornitura di circa 400mila persone per l'intera giornata (300 litri al giorno in media per ogni residente). La Regione, azzerando questo approvvigionamento, ci obbliga a dover spalmare il minor afflusso in rete su 3 turni da 8 ore, razionando l’acqua a fasi alterne ma continuative per aree omogenee. Sappiamo bene quali pesantissimi disagi subiranno tutti i servizi primari, le attività produttive e turistiche, i palazzi delle istituzioni, lo Stato della Città del Vaticano. Ma questo è inevitabile, e non dipende certo da noi". Il piano alternativo Ma, in questi giorni che separano dalla chiusura dei rubinetti, la Regione sta lavorando all'elaborazione di un piano alternativo al razionamento, pensando all'innalzamento delle captazioni nelle altre 9 fonti d'approvvigionamento della capitale: l'acquedotto Peschiera-Capore del Reatino, l'acquedotto Marcio e il Simbrivio-Pertuso della Valle dell’Aniene, l'Acquedotto Vergine e l'Appio Alessandrino, Doganella e Salone. Un surplus di prelievi per compensare l’azzeramento delle captazioni a Bracciano, almeno sino agli inizi di agosto, quando il fabbisogno cittadino dovrebbe calare grazie allo svuotamento della città per le ferie. Una misura già in vigore dal 22 giugno scorso presso la sorgente del Pertuso, la principale fonte dell'Aniene, dove la Regione ha autorizzato l’incremento dei prelievi per il 53% per l’acquedotto Simbrivio: da 360 a 550 litri al secondo. Un provvedimento che il 26 giugno ha scatenato anche in questo caso le proteste del Parco dei Monti Simbruini, l’area protetta più grande del Lazio, e dei 7 Comuni del polmone verde, preoccupati per la salvaguardia del "minimo deflusso vitale dell'Aniene", il cui corso è in evidente magra. Ma la magra è ovunque Un piano alternativo che però rischia di dover fare i conti con la magra registrata, come a Bracciano, anche nelle altre fonti di approvvigionamento idrico della capitale. Nel report del 23 maggio scorso, infatti, la stessa Acea Ato 2 aveva avvertito come "le sorgenti dell’Acquedotto Marcio, molto sensibili alla siccità, sono in magra eccezionale. Portata idrica disponibile attuale di 3,6 mc/s, -25% rispetto al 2014 (4,8 mc/s)", ha quantificato la società di gestione del servizio idrico. La quale aveva messo in guardia anche sulla situazione dell’acquedotto principale che rifornisce Roma, il Peschiera-Capore del Reatino: "anche le sorgenti delle Capore sono in magra, anche se meno sensibili. Portata idrica disponibile attuale di 4,3 mc/s -13% rispetto al 2014 (4,9 mc/s)”. Così come nell’Acquedotto “Simbrivio e Doganella: Portata idrica disponibile nella prossima estate pari a circa 1,1 mc/sec – 20% rispetto allo scorso anno (1,4 mc/s)". Acea: la Regione illustri soluzioni Sarà probabilmente anche per questi motivi che Acea reagisce senza eccessivi entusiasmi al piano alternativo ipotizzato dalla Regione: "Dopo l’ordinanza emessa dalla Regione Lazio venerdì sera in modo unilaterale, che si continua a ritenere inadeguata e illegittima, Acea apprende solo dagli organi di stampa che sempre la Regione avrebbe ipotizzato un piano alternativo per ovviare alla captazione dell’acqua dal lago di Bracciano, prevedendo di utilizzare altre fonti o aumentando la portata di quelle attuali. Se la Regione volesse illustrare tali soluzioni, nelle sedi opportune, Acea sarà pronta ad ascoltare e collaborare". L'assessore Montanari rassicura "Per affrontare l'emergenza idrica Roma sta già facendo la sua parte, investendo, dopo decenni, sulla manutenzione delle reti. Ma l'uso razionale dell'acqua è il problema che dobbiamo porci per il futuro. C'è acqua nascosta in ogni atto di consumo. Ad esempio, per produrre una bistecca servono 4mila litri d'acqua e riciclare carta ed altri materiali fa risparmiare acqua nei processi industriali. Infine, anche nelle case si puo' usare meglio l'acqua con pochi piccoli accorgimenti". Così sul suo profilo Facebook l'assessore alla Sostenibilità ambientale del Comune di Roma, Pinuccia Montanari. Ma "la Raggi è stata assente" La sindaca di Anguillara, pentastellata come l’amministrazione capitolina, in un’intervista ha rivelato: "Raggi assente a riunioni su lago di Bracciano". La prima cittadina, Sabrina Anselmo, ha poi spiegato: "Se da novembre si fossero presi i provvedimenti giusti, magari si sarebbero salvati quei 40 centimetri che a noi avrebbero fatto la differenza. Questo non prendere mai in considerazione la realtà dei fatti mi amareggia. Acea a volte è venuta ai tavoli anche con arroganza". La sindaca del Comune che si affaccia sul lago ha poi rivelato che alle riunioni in Regione dei mesi scorsi per affrontare i problemi di Bracciano è mancata proprio la sua collega capitolina, sindaca metropolitana anche a capo dell’ex Provincia di Roma: “Gli attori c'erano tutti: Acea, la Regione, l'unico sempre assente è stata la Città metropolitana, che non si è mai presentata. Non ho problemi a dire che Virginia Raggi non si è mai presentata- ha concluso Sabrina Anselmo - Disse che conosceva bene il problema, che si sarebbe attivata per risolverlo. Capisco perfettamente che un sindaco sale su un treno in corsa, però un piano più tempestivo non avrebbe portato a questi risultati".