IL ROGO NEL DEPOSITO SULLA PONTINA

Incendio Pomezia e nube tossica a Roma, la Procura conferma: bruciato amianto

Silvia Sfregola

L'amianto nella copertura dell'Eco X c'era. La conferma ufficiale arriva dalla procura di Velletri, che oggi ha riportato i primi dati della Asl di Roma 6, a quattro giorni dall'incendio che ha devastato l'impianto di rifiuti sulla Pontina. Quello che ancora non si può fare è misurarne l'entità e il grado di inquinamento eventualmente generato: "Non abbiamo subito lanciato l'allarme per motivi tecnici", spiega il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. "I valori oggi sono rientrati - aggiunge - per la diossina e l'amianto per valutare eventuali danni al terreno e alla filiera alimentare serviranno alcuni giorni per le verifiche. Nel caso ci saranno misure interdittive". Nel frattempo, l'Arpa Lazio sta svolgendo altre verifiche sulla presenza nell'aria di particolato, di diossina e di idrocarburi. Già venerdì 12 si potranno avere i primi dati significativi. La Asl 6 assicura che l'attività di monitoraggio è partita "già dalle ore successive all'incendio". Secondo le norme vigenti la Asl Rm 6 ha invitato il sindaco di Pomezia ad emettere atti e ordinanze nei confronti dell'azienda che permettano, in caso di inerzia, di mettere in sicurezza l'area coinvolta. In mattinata si è svolta, nella sede dell'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio, una riunione per fare il punto della situazione. All'incontro hanno partecipato l'assessore Mauro Buschini, il sindaco di Pomezia, l'Arpa Lazio, i vigili del fuoco, la Asl Roma 6. È nel corso della riunione che l'Arpa ha consegnato agli altri enti il modello che individua le aree nelle quali con più probabilità potrebbero esservi state ricadute di sostanze inquinanti. È qui che bisogna concentrare le analisi di suoli, acque e prodotti della filiera agroalimentare. Domani i parlamentari di Sinistra Italiana-Possibile interrogheranno il Governo durante il question time. "Monta la preoccupazione per la salute tra i cittadini di una vasta area che non comprende solo Pomezia - scrivono -, ma anche il quadrante sud di Roma, e si fa pressante la richiesta di notizie certe e di azioni a tutela della salute a seguito della nube di fumo sprigionata dal maxi incendio che distrutto la "Eco X" di Pomezia e dell'impatto delle emissioni nocive nell'aria e sul suolo, scrivono i deputati della Sinistra nell'interrogazione". Quella di venerdì è una tragedia che la Cgil ha definito come "annunciata". "Un'azienda ad alto rischio ambientale come la Eco X andava necessariamente monitorata per prevenire quanto è accaduto - hanno commentato i dirigenti nazionali Claudio Iannilli, responsabile Politiche amianto, e Domenico Di Martino, dell'Area Sviluppo e territorio - La possibile esposizione all'amianto peggiora ulteriormente il bilancio di un episodio che si sarebbe potuto evitare. Ora ognuno si assuma le proprie responsabilità". Secondo i dirigenti sindacali "non ci si può limitare a manifestare sgomento, occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità: chi doveva controllare e non ha controllato, chi doveva sapere e non ha voluto sapere, chi doveva intervenire per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini e dei lavoratori".