L'ASILO ALL'INFERNETTO

Nido Farmacap chiuso a metà anno, genitori in rivolta: "Trasferimenti coatti"

Valentina Conti

Bambini rimasti senza scuola a metà anno: è finita nel peggiore dei modi per le famiglie dei 22 alunni tra i 4 mesi e i 3 anni che frequentavano l'asilo nido Farmacap (52 posti, quartiere Infernetto) a cui il Comune di Roma ha ritirato prima di Natale la convenzione. "La maggior parte è stata ricollocata alla scuola "Le Querce", sempre all'Infernetto. Quando sono terminati i posti gli altri hanno avuto accesso alle strutture convenzionate" spiega Martina, mamma di un bimbo di 14 mesi. Che sull'intera vicenda tiene a precisare: "Siamo venuti a conoscenza della chiusura del nido il 27 dicembre, anche se la determina è stata mandata al nido il 22. Il 27 hanno ricollocato i nostri bimbi in strutture convenzionate. Le responsabili ci hanno contattato per vederle e ci siamo messe d’accordo sul piano di inserimento dei bimbi. Poi, il 5 gennaio, ci hanno comunicato dall'ufficio nido che non era possibile accedere ai nidi assegnati, in quanto la determinazione prevedeva l'assegnazione esclusiva ai nidi capitolini. Dunque - denuncia la mamma - ci siamo trovati con le spalle al muro. Il senso di quanto ci hanno detto era in pratica: "Se non vi sta bene uscite dalla graduatoria. Ci hanno tolto il tempo di azione. Ci sono 20 strutture convenzionate nella zona e c'erano posti per tutti i bimbi del Farmacap. Non stiamo chiedendo posti che non esistono. Alcune famiglie hanno messo figli in nidi privati. L'amarezza è la non tutela, perché se le strutture sono libere si cerca di andare incontro alle famiglie. Siamo in mezzo a un gioco di potere". "La nuova scuola a luglio, tra l'altro, chiude come tutte le comunali, e i bambini saranno ancora dirottati in altre strutture convenzionate" prosegue. "I dirigenti del Comune? Hanno mostrato disponibilità solo nella prima assegnazione". "Il trauma più grande è la ricollocazione dei bambini perché hanno tempistiche lunghe per riadattarsi in un ambiente diverso. E poi il disagio che hanno creato alle famiglie: c’è chi ha dovuto cambiare i turni di lavoro, chi non è andato in ufficio per giorni" aggiunge Chiara, mamma di una bambina di due anni e mezzo ricollocata in un nido convenzionato. “Ho contattato personalmente la Commissione Scuola il 3 gennaio. L’intento era quello di far riaprire il nido, ma non abbiamo saputo più niente. Poi, evidentemente, è prevalso l'interesse di chiudere Farmacap senza alcuna remora per i bambini e le loro famiglie".