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Tpl, già in sciopero un autista su tre

Settimana nera in arrivo per un milione di romani. E da domani entra nel vivo la protesta sulle 104 linee di periferia

Tpl, già in sciopero un autista su tre

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«Il blocco dei servizi? E’ già cominciato». E’ iniziato il fuggi-fuggi dalla Roma Tpl Scarl, la Società che gestisce 104 linee autobus periferiche, che da un mese e mezzo non paga i suoi 1.800 lavoratori e da due anni gli versa lo stipendio ridotto e a singhiozzo. Domani mattina alle 4, davanti al deposito centrale di via Raffaele Costi, si svolgerà un’assemblea che si preannuncia drammatica: la decisione – pressoché scontata – sarà quella di bloccare definitivamente il servizio finché gli stipendi di marzo e aprile non saranno erogati. Una situazione simile a quella vissuta a novembre scorso, quando i bus si fermarono per 8 giorni lasciando a piedi circa 1 milione di romani che vivono nelle borgate. E stavolta potrebbe essere peggio: i lavoratori non si accontenteranno di attendere l’assegno da 20 milioni di euro che il Campidoglio da settimane deve sbloccare al consorzio guidato dal presidente Antonio Pompili, ma vorranno delle chiare rassicurazioni. Altrimenti bus fermi e serrata davanti ai depositi anche per settimane, se necessario. La situazione d’altronde è gravissima. Tra l’altro, sono giorni che il servizio nelle periferie è irregolare. Questo perché, secondo fonti sindacali, un buon 25% degli autisti starebbe già disertando il posto di lavoro, accumulando giorni di malattia e permessi non retribuiti. La crisi, infatti, va avanti da almeno 2 anni e molti dipendenti stanno attraversando seri problemi economici, fra protesti bancari, indebitamenti e sfratti. Questo li avrebbe spinti a trovarsi altri impieghi per arrotondare. Ma non è tutto. Perché anche alcune imprese aggregate al consorzio starebbero pensando di lasciare. E’ il caso della Trotta Bus, che gestisce le linee del quadrante Eur-Laurentina, che avrebbe contattato la Roma Tpl indicandole l’intenzione di abbandonare il sodalizio stremata dai mancati pagamenti.

 

Intanto, la dirigenza del consorzio è in stretto contatto con il Campidoglio per provare a sbloccare un pagamento da 20 milioni di euro. Il Comune, infatti, avrebbe maturato arretrati per oltre 80 milioni di euro, senza contare il contenzioso pendente - risalente agli anni 2000 - che ha superato quota 120 milioni sul quale la Cassazione dovrebbe pronunciarsi nelle prossime settimane. Tutti questi ritardi hanno costretto Roma Tpl Scarl a rivolgersi alle banche fino a raggiungere il tetto delle linee di credito. La determinazione dirigenziale per il pagamento del bonifico, in realtà, sarebbe pronta da 15 giorni, ma c’e’ un «problema burocratico» che non permette alla Ragioneria Generale di apporre la firma decisiva per il via libera. Fonti di Roma Tpl parlano di «una differenza di appena 127 euro fra il fatturato e l’effettivo», ma altre - non ufficiali - del Campidoglio ipotizzano addirittura istanze di pignoramento che i fornitori del consorzio avrebbero fatto recapitare direttamente al Comune. Spingendo i dirigenti capitolini a bloccare tutto per non incorrere in responsabilità personali.

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