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Stop ai minimarket, la delibera di Tronca non piace al Pd

La delibera cosiddetta «anti minimarket», scritta e inviata in tutta fretta dal commissario Tronca ai Municipi per le eventuali osservazioni e dunque per essere approvata prima della fine della...

Stop ai minimarket, la delibera di Tronca non piace al Pd

PREMIO VOLOIRE, TRONCA RICEVE RICONOSCIMENTO - FOTO 8

La delibera cosiddetta «anti minimarket», scritta e inviata in tutta fretta dal commissario Tronca ai Municipi per le eventuali osservazioni e dunque per essere approvata prima della fine della gestione commissariale, crea un certo imbarazzo nel Municipio città storica, che oggi e domani in Commissione si troverà a discutere di eventuali rilievi. Perché, nonostante la volontà espressa in più occasioni dalla giunta presieduta da Sabrina Alfonsi (Pd) di voler mettere un freno all'aumento incontrollabile di minimarket e kebaberie nelle aree tutelate del centro storico, non si può negare che il provvedimento trovi il plauso dei residenti, che in tempi di campagna elettorale hanno il loro peso. E allora, anche davanti ad alcuni dubbi legittimi che il I Municipio avrebbe nei riguardi della delibera 36, dire no a questo testo potrebbe rivelarsi un boomerang politico, più che amministrativo, per chi punta ad essere rieletto. I dubbi ci sono, eccome. «È certo che si vieta a tutte le attività di artigianato alimentare di aprire in determinate zone tutelate - dice l'assessore al commercio del I Municipio, Jacopo Emiliani Pescetelli - significa vietare l'apertura non solo di minimarket e kebaberie ma anche di attività di qualità e questo non è giusto. Dall'altra parte dire no alla delibera ci espone ad essere strumentalizzati da chi ci chiede di intervenire per frenare l'avanzata dei minimarket». E chi lo chiede sono anche diversi consiglieri dello stesso Pd. Come uscire da questo evidente imbarazzo? «L'indirizzo del Municipio è quello di dire sì ma di fare molte osservazioni al testo - continua l'assessore - con la speranza che se Tronca non farà in tempo, come credo, a prendere in considerazione i nostri rilievi, dovrà a mio giudizio farlo, il prossimo sindaco».

Dunque si fa passare un testo anche se si ha timore delle conseguenze che potrà produrre sul tessuto produttivo sano del centro storico e ci si affida poi al politichese per giustificarne il parere positivo quando invece, come ben sottolineato da Pescetelli, «si sarebbe dovuto introdurre un criterio di qualità», lo stesso preso in considerazione per la delibera sugli esercizi di somministrazione: apri se sei in regola con tutti i requisiti necessari per esercitare in una zona patrimonio dell'Unesco.

Ma si farà in tempo, alla fine, ad approvare questa delibera che non è poi che la fotocopia di quella prodotta, e non passata sotto la giunta Marino, dall'allora presidente della commissione capitolina al commercio, Orlando Corsetti? I tempi, certo, sono strettissimi ma di fatto Tronca potrebbe farcela perché i rilievi che il Municipio solleverà non sono certo vincolanti.

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