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Lottizzazione abusiva, un anno al principe

Martino Villosio Un anno di carcere per lottizzazione abusiva, commessa secondo l’accusa all’interno del suo camping internazionale Country Club Castelfusano in violazione dei vincoli archeologici,...

Un anno di carcere per lottizzazione abusiva, commessa secondo l’accusa all’interno del suo camping internazionale Country Club Castelfusano in violazione dei vincoli archeologici, ambientali e paesaggistici che tutelano la riserva del Litorale Romano, vicino Ostia. È la condanna inflitta ieri dal giudice monocratico di Roma all’ottantaseienne principe Mario Chigi, che dovrà pagare anche un’ammenda di 35 mila euro. Condannato alla medesima pena anche l’amministratore unico della società proprietaria del campeggio, Michelangelo Cavalcanti di Verbicaro. Assolto invece Flavio Chigi, figliolo di Mario. Per tutti e tre gli imputati il pm aveva chiesto tre anni.

L’accusa che ha portato alla condanna (con pena sospesa) del principe è di aver costruito 785 manufatti tra cui singole unità abitative vincolate permanentemente al suolo, ma anche officine, depositi, locali commerciali e scuole, all’interno del campeggio di proprietà della famiglia. I sigilli alla struttura che si trova all’interno della pineta di Castel Fusano erano stati apposti dall'autorità giudiziaria nel 2012, un sequestro che permane ancora oggi tra le proteste dei dipendenti e delle loro famiglie rimasti senza lavoro in questi anni. Oltre ai presunti abusi edilizi, si sarebbe proceduto senza autorizzazione anche allo sbancamento dell’argine del Canale dei Pescatori, che raccoglie le acque di Casal Palocco e dell’hinterland costiero e le convoglia verso il mare ed è situato anch’esso all’interno della riserva naturale. Lo sbancamento sarebbe stato effettuato per «procedere all’ormeggio di imbarcazioni», secondo il capo di imputazione. Con violazione, inoltre, del divieto di creare ogni forma di discarica di rifiuti solidi e urbani. «La condanna è inferiore alle richieste dell’accusa», segnala dal suo canto l’avvocato del principe Chigi Giorgio Beni, «confidiamo nell’appello. La lottizzazione non c’è. L'assoluzione di Flavio e l’entità delle pene più lieve di quanto chiesto dal pm lasciano dedurre che il giudice abbia condiviso questa valutazione. Si potrebbe semmai trattare di singoli abusi, sono in corso le procedure per sanarli dal punto di vista amministrativo mentre alcuni sono stati già demoliti. La proprietà ha avviato tutte le pratiche e tutte le iniziative per riaprire finalmente l’attività».

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