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Befana di Piazza Navona, il bando «fantasma»

Damiana Verucci Il 6 dicembre Piazza Navona si colora a festa per la tradizionale Festa della Befana. Almeno sulla carta perché ad oggi, dopo 19 giorni di attesa rispetto ai tempi che erano stati...

Il 6 dicembre Piazza Navona si colora a festa per la tradizionale Festa della Befana. Almeno sulla carta perché ad oggi, dopo 19 giorni di attesa rispetto ai tempi che erano stati fissati e dichiarati alla presentazione del bando, degli aggiudicatari del bando, appena rinnovato, non c’è traccia. Gli operatori sono preoccupati. A decine chiamano da giorni gli uffici del Municipio ma la risposta è sempre la stessa «ci vuole più tempo del previsto» e intanto monta la paura di non riuscire a montare i banchi perché quei banchi vanno ordinati visto che quelli di due anni fa (gli operatori commerciali l’anno scorso non hanno montato per protesta, ndr), non vanno bene per misura e per motivi di decoro. L’assessore al commercio del Municipio, Jacopo Emiliani, ha dichiarato che questi allarmismi sono ingiustificati, che per avere un banco bastano pochissimi giorni e che, addirittura, "pretenderà" dagli operatori in graduatoria un impegno scritto a montare i banchi. Ma loro non la pensano allo stesso modo. Amedeo Di Tullio, presidente Avap, parla chiaro: «Almeno una decina di operatori miei associati mi hanno manifestato dubbi riguardo la possibilità di allestire i banchi e non solo per la questione tempi ma anche per il discorso investimento. La merce va comprata, fatta arrivare, vanno progettati costi e ricavi, non si può fare tutto questo in dieci giorni». Di Tullio è lo stesso che ha anche chiesto l’annullamento totale del bando ed è pronto ad un esposto in Procura per alcune irregolarità che avrebbe documentato e denunciato.

«Il ritardo c’è anche notevole – dichiara Fabio Spada, presidente Fipe-Confcommercio – ho manifestato da subito perplessità riguardo questo bando. Ad esempio, perché nel bando non è indicata la data in cui sarebbero dovute uscire le graduatorie?» Batte sulla tempistica anche Alfiero Tredicine, presidente Apre-Confesercenti. «Alcuni operatori si sono sentiti rispondere che il ritardo è dovuto ai nuovi criteri di assegnazione che impegnano molto la commissione esaminatrice. Certo se ci dovessero essere ritardi nell'allestimento la colpa non sarà degli operatori ».

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