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La spartizione dei lotti per l’appaltone Recup

La suddivisione degli appalti della Regione Lazio seguiva una logica precisa, così da creare vantaggi alle società vicine ai vari partiti: il 50% «alla maggioranza» il 50% «all’opposizione». Almeno...

La suddivisione degli appalti della Regione Lazio seguiva una logica precisa, così da creare vantaggi alle società vicine ai vari partiti: il 50% «alla maggioranza» il 50% «all’opposizione». Almeno così ritiene Salvatore Buzzi, il «braccio imprenditoriale» di Mafia Capitale. La prova starebbe nella «spartizione» che ci sarebbe stata dietro la gara per la gestione del Recup, il piano di Prenotazioni prestazioni sanitarie della Regione Lazio da 90 milioni di euro e con guadagni per 60 milioni.

La commessa è stata stoppata a dicembre scorso dal governatore Nicola Zingaretti, appena trapelarono le prime indiscrezioni sugli interessi illeciti attorno all’appalto. Ma nel registro degli indagati figura proprio il suo ex capo di gabinetto Maurizio Venafro, disegnato negli atti d’indagine dei carabinieri del Ros come una sorta di «garante» dei vari interessi politico-imprenditoriali. E non solo, perché lo stesso governatore avrebbe avuto - stando a Buzzi - un interesse a far attribuire uno dei quattro lotti per il servizio Recup a una società vicina alla Sinistra. La vicenda in un’intercettazione telefonica di Buzzi, indaffarato col suo collaboratore Emilio Gammuto, a trovare una soluzione ai contrasti che stavano giungendo da Maurizio Marotta, legale rappresentante della coop Capodarco che fino ad allora aveva gestito il servizio Recup. D’altronde lo stesso Venafro ammette in un interrogatorio con i pm di Roma che «le uniche lamentele venivano dagli attuali gestori del servizio che erano preoccupati che altri avrebbero potuto vincere la gara a discapito della qualità del servizio. In particolare ho incontrato più volte Marotta, della cooperativa Capodarco». In realtà, non sarebbe stata la «qualità del servizio» il vero problema.

Buzzi chiama Gammuto: «Allora noi c’avevamo sui centri di prenotazione della Asl un lavoro da due milioni di euro….è uscita la gara regionale, dove Marotta Capodarco c’avevano da difendere il 60-70% del fatturato che facevano. Gli abbiamo detto (a Marotta, ndr) “scusa ce la facciamo insieme, ce li lasci 2 milioni a noi?”…dice: “Ah, no” (…) e non ce l’ha voluto lasciare, allora io ho chiamato Massimo che è andato da Gramazio, siccome lì è una gara a 4 lotti, 1 è dell’opposizione (…) e noi abbiamo preso pure l’opposizione e quindi eravamo sul quarto lotto…era un lotto per primo, il Cns, l’accordo…che lo davano a Marotta, il secondo a Manutencoop Bologna, il terzo sempre a Marotta, quindi ne pigliava due e il quarto a noi…allora ha fatto fuoco e fiamme è andato a parlà a Gramazio che li voleva tutti e quattro». In questa spartizione, però, sorge un problema: Manutencoop sbaglia la domanda. «Non possiamo fargli vincere», dice la commissione a Buzzi, che per ottenere quel lotto chiede: «Che faccio vado da Gramazio?», «no», rispondono dalla commissione, «devi andare da Zingaretti» perché il lotto era riservato alla Sinistra.

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