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Filobus milionari diventati rottami

Ci sono costati 900 mila euro l’uno ma ne funzionano solo sette su trenta

Ci sarebbero soltanto dai 4 ai 7 filobus funzionanti, sui 30 a disposizione della linea 90 Express, che percorre la via Nomentana. Gli altri 23 verrebbero utilizzati come mezzi «sciacallati», ovvero come rottami da cui attingere i pezzi di ricambio per quelli in funzione, e sarebbero abbandonati nella nuovissima rimessa di Montesacro. La quale, dopo appena 10 anni di vita, si sarebbe dunque trasformata in una sorta di cimitero dei filobus. Gli elementi per trovarci di fronte a un nuovo scandalo in Atac ci sono tutti, almeno stando a leggere la durissima denuncia, accompagnata da materiale fotografico, che Micaela Quintavalle e il suo sindacato Cambia-Menti M410 hanno deciso di portare avanti dopo il sopralluogo della scorsa notte, avvenuto proprio presso la rimessa filoviaria di proprietà della municipalizzata capitolina dei trasporti.

Ma come mai tutti quei filobus, («pagati 900mila euro ognuno», ricorda Quintavalle) lasciati lì a marcire? La risposta che i tecnici della rimessa hanno fornito alla «pasionaria» è semplice: le batterie «del costo di 300mila euro ciascuna» si sono rovinate definitivamente. «I tecnici ungheresi della Ganz – spiega la sindacalista – erano stati chiari: le batterie funzioneranno bene solo se il mezzo sarà attaccato al filo. I tratti senza linea aerea dovranno essere brevissimi. Sempre gli ungheresi proposero l’installazione di una duplice batteria, ma Atac rispose che questa soluzione costava troppo».

Le condizioni economiche della municipalizzata, dunque avrebbero fatto il resto. Tanto che oggi i «soli 7 meccanici in servizio nella rimessa» sarebbero costretti a utilizzare, probabilmente con le adeguate autorizzazioni, i pezzi degli altri mezzi per sopperire a una manutenzione pressoché nulla. «I mezzi sono tutti "sciacallati" – spiega Quintavalle – e manca un’officina attrezzata. L’attrezzatura è nulla: questi meccanici mi ricordano i medici che operano in Africa”. Tra l’altro, parliamo di meccanici ìvolenterosi ma inesperti”, visto che ìhanno fatto un affiancamento di appena 15 giorni”. E in effetti, guardando le foto scattate dai membri del direttivo sindacale, sono diversi i mezzi a cui mancano interi pezzi meccanici ed elettronici.

Ma cosa è accaduto al servizio manutenzioni della rimessa? Qui l’altra forte denuncia che arriva dal sindacato Cambia-Menti: «Atac nel 2010 chiese la rescissione del contratto global service in affidamento alla ditta Bonciani (poi assorbita da Acmar). Alla modica cifra di 2 milioni di euro la Bonciani si occupava di sottostazioni, manutenzione, rete aerea, mezzi in canone, deposito, guardianìa, impresa di pulizie, cavidotto. Nel 2011 Atac propose di trasformare il contratto di Bonciani da global service a full service». Viene quindi contattato uno studio legale, che però consiglia di procedere a bando pubblico.«Ma il concorso non verrà mai fatto». L’importo dell’affidamento, secondo gli informatori della Quintavalle, «sarebbe rimasto di 2 milioni di euro, ma con molte meno commesse».

Nel frattempo, il sindacato Cambia-Menti si rivolge ad Atac chiedendo«ìcosa intenda fare con la rimessa di Montesacro. Una rimessa di 10 anni di vita, che rischia di fallire. Forse qualcuno vuole destinare l’area ad altri scopi?»

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