Tuffo da riva, 14enne si rompe l’osso del collo
Sarebbe dovuto essere il primo tuffo in acqua dopo un anno passato sui banchi di scuola. Da ieri invece, per un tragico incidente, Lorenzo (il nome è di fantasia per tutelare l’identità del minorenne) lotta tra la vita e la morte in un letto di terapia intensiva pediatrica al policlinico Gemelli. I fatti, intorno alle 12, al primo Cancello, la spiaggia libera attrezzata sulla via Litoranea, ad Ostia. Il ragazzino, 14 anni, era arrivato da poco insieme ai suoi amici da Grottaferrata per trascorrere l’intera domenica al mare. Dopo una partita a pallone sul bagnasciuga, la decisione di sentire l’acqua e di tuffarsi in grande stile per celebrare l’inizio delle tanto agognate vacanze estive. Lorenzo ha preso la rincorsa come tutti gli altri ma, arrivato a pelo dell’acqua, la decisione di buttarsi con una capriola gli è costata cara. L’impatto di testa con la sabbia gli ha provocato un insaccamento: una semplice botta, hanno pensato in un primo tempo gli amici che lo hanno visto rialzarsi. Il 14enne, rimessosi in piedi dopo la caduta, è invece svenuto pochi secondi più tardi in acqua. A soccorrerlo uno che di tuffi se ne intende, Maurizio Palmulli il celebre Mr Okay che ogni anno a San Silvestro festeggia buttandosi nel Tevere da ponte Cavour: è stato lui, 62 anni, quarantacinque dei quali passati a salvar gente, che per primo ha provato a rianimarlo per ben tre volte insieme ad una dottoressa che si trovava in spiaggia. Constatata la gravità della situazione, Lorenzo è stato trasportato con un’eliambulanza al Grassi prima e al policlinico Gemelli poi, dove si trova ricoverato in prognosi riservata per un trauma cervicale da tuffo e la sindrome di annegamento. Rischia danni permanenti, forse evitabili secondo qualcuno tra i bagnanti presenti: «L’eliambulanza non è potuta che atterrare lontano da qui, ben oltre il primo cancello – spiega Roberto -, e i soccorsi sono arrivati quasi venti minuti dopo che il bagnino e una dottoressa che era qui al mare tentavano tutto il possibile». «Non sono attualmente valutabili i danni motori agli arti – così il bollettino diramato dai sanitari -. Il ragazzo è supportato nella respirazione con ventilazione non invasiva. E’ vigile e collaborante. L'attuale terapia secondo protocolli internazionali prevede steroidi ad alte dosi e analgesici. Attualmente non è indicato un intervento di chirurgia vertebrale, ma l’evoluzione della situazione si potrà valutare non prima di 48-72 ore». Due estati fa un tuffo costò la vita ad un romeno di 30 anni che, in spiaggia a Ostia insieme a due amici, si buttò dal pontile di legno dei pescatori, sul lungomare di ponente, senza però fare i conti con la forte corrente. Annegato dopo poche, inutili bracciate in mare, è stato vano ogni tentativo di salvarlo da parte di tre bagnini che lo portarono a riva con il pattino per rianimarlo. E sempre in una spiaggia dei Cancelli, ma al quinto, tre anni fa morì annegato un 47enne molisano, forse colto da un malore mentre stava nuotando. Inutili, nel suo caso, i tentativi di rianimazione da parte del bagnino. La stessa cosa capitata ieri a Lorenzo, toccò due anni fa ad un 19enne di Reggio Emilia, finito in prognosi riservata per un trauma vertebrale dopo aver sbattuto la testa in seguito ad un tuffo. Anche nel suo caso, l'acqua bassa non attutì la caduta costandogli diversi traumi e il rischio di danni permanenti. Attorno al 14enne di Grottaferrata, già ieri pomeriggio, si sono stretti parenti e tanti amici. Mr Okay è stato il primo ad augurargli una pronta guarigione: lui, che ha recitato in un cameo nel film di Paolo Sorrentino "La Grande Bellezza", ha fatto davvero di tutto per fargli riprendere coscienza dopo il tempo passato in acqua.