Un’oasi tra i palazzi di Conca d’Oro
Il quartiere Valli/Conca d’Oro è molto cambiato in 58 anni, ma la parrocchia di San Clemente è stata sempre un punto fermo e d'accoglienza, adattandosi a una società in continuo mutamento. Oggi la popolazione della zona ha un'età media che continua a crescere, la tendenza è all'invecchiamento, i giovani si sposano ma vanno a vivere altrove: ogni anno solo un paio di coppie che qui si sposano restano in zona; le altre vanno in altri quartieri, se non fuori Roma, alla ricerca di abitazioni meno costose. I prezzi degli immobili sono parecchio lievitati anche per la presenza della fermata Metro Conca d'Oro. A riequilibrare in parte la tendenza all'invecchiamento, oltre ai pochi giovani che restano, sono le famiglie di immigrati. «Non so come facciano alcuni stranieri ad affrontare i costi, intanto qui aumentano come residenti. Celebriamo ogni anno oltre cento funerali mentre di nascite ce ne saranno una quarantina, quindi il bilancio è negativo - sottolinea il parroco, Don Carlo Quieti - In questi ultimi tempi sono aumentate le famiglie italiane che hanno bisogno di sostegno, soprattutto anziani che hanno una pensione minima, così misera che gli rende impossibile anche pagare bollette e affitti. Mensilmente prepariamo pacchi viveri per 47 realtà familiari. Ogni prima domenica del mese raccogliamo le offerte dei parrocchiani per sostenere questa iniziativa». La parrocchia fu istituita nel 1956 a piazza Capri, in un negozio che in quel momento fungeva da chiesa, grazie a decreto del Cardinale Vicario Clemente Micara. Nel 1959 la Sogene prese il terreno adatto, quello attuale, e fu costruita la base della futura chiesa. Primo parroco fu Don Vincenzo Pezzella. Ordinato il 19 marzo 1965, Don Carlo Quieti giunse a San Clemente nel 1984 dopo esperienze a San Cipriano, San Frumenzio, Santa Perpetua e Felicita (Eur): sono ben 30 gli anni della sua opera nel quartiere. «Quando sono arrivato era un momento complesso - ricorda Don Carlo - C'era la forte piaga della tossicodipendenza, non era facile». Oggi è ben presente la comunità filippina ogni domenica alle 13 una Santa Messa e dedicata a questa comunità e anche da zone contigue di Roma Nord, «poi vanno a passare la festività al Parco delle Valli dove fanno picnic e similari - racconta il parroco - Altra cosa è l'opera di interfaccia che cerchiamo di fare fra i residenti e la forte presenza dei baraccati al Parco delle Valli, comunque mai avuti grandi problemi né grossi contrasti o lamentele». Il Centro Caritas segue oggi 190 casi, poi le Vincenziane che vanno a trovare le famiglie bisognose per verificarne la situazione per poi sostenerle, aiutare a pagare le bollette a fare lavoretti. Il gruppo giovani è molto attivo come nella catechesi per i bambini delle medie che vengono portati anche ad Assisi; i ragazzi più grandi fanno varie attività una volta a settimana, poi le uscite, i campeggi d'estate alla Baita Annamaria a Pinzolo (vicino Madonna di Campiglio). «Purtroppo in questo quartiere manca uno spazio per l'attività sportiva dei giovani - continua Don Carlo - Qui intorno solo grandi palazzi ed esiste esclusivamente il nostro piccolo campo dietro alla chiesa, utilizzato per vari sport, basket, calcetto, altro. È vergognoso che un quartiere sia stato conformato così. In questa foresta di edifici c'è solo il grande sfogo del Parco delle Valli». Una volta alla settimana anche le riunioni del centro anziani i cui componenti si incontrano per discutere insieme di problemi inerenti la loro età, il quartiere e non manca l'organizzazione di gite e pranzi. Socializzare, comunicare, confrontarsi, fare comunità.