La Kirchner da Bergoglio porta i saluti dell’Argentina
Papa Francesco ha accolto all’ingresso della Domus Santa Marta la signora Cristina Fernandez de Kirchner, presidente della Repubblica di Argentina, che è stata sua ospite a pranzo nel refettorio del pensionato. Papa Bergoglio aveva ricevuto già in udienza la presidente Kirchner che il giorno seguente aveva assistito alla messa di inizio Pontificato. Il 28 luglio 2013, inoltre, il capo di Stato argentino aveva assistito alla Messa finale della Giornata mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro. «In fine mattinata - recita un comunicato vaticano - il Santo Padre Francesco ha ricevuto presso la Casa Santa Marta la visita della signora presidente della Repubblica Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, accompagnata da una numerosa delegazione». «La visita - precisa la Sala Stampa della Santa Sede - ha avuto lo scopo di presentare al Santo Padre il saluto, l’augurio e i sentimenti di affetto del popolo argentino in occasione del compimento del primo anno del Pontificato». «Il Papa - riferisce ancora la nota - ha atteso e ricevuto la presidente e la delegazione alla porta della Domus di Santa Marta intorno alle 13.10. L’incontro è avvenuto nella Sala al Piano terreno, prima con l'intera Delegazione, poi con la sola signora presidente». Verso le 13,30, il Papa e la presidente - che porta uno stivaletto ortopedico dopo la distorsione curata ieri al Policlinico Umberto I - si sono recati a pranzare in privato. Prima dell’incontro con la presidente dell’Argentina, il consueto appuntamento per il Pontefice con la messa del mattino nella cappella della Domus Santa Marta. «Diciamo nel Padre Nostro: "Perdona, come noi perdoniamo". Così, "se io non perdono, io sono un po’ fuori gioco!». Sono le parole di Papa Francesco nell’omelia di ieri mattina. «È vero, nessuno di noi ha ammazzato nessuno, ma tante piccole cose, tanti peccati quotidiani, di tutti i giorni li abbiamo commessi tutti e allora del perdono di Dio abbiamo bisogno e la condizione per averlo è perdonare a nostra volta gli altri. Simmetricamente, per diventare capaci di perdonare dobbiamo avere coscienza di essere anche noi peccatori. Spesso - ha osservato in proposito il Santo Padre - giustifichiamo il nostro peccato scaricando la colpa sugli altri, come hanno fatto Adamo ed Eva. Forse - ha proseguito - l’altro mi ha aiutato, ha facilitato la strada per farlo, ma lo ho fatto io! Se noi facciamo questo, quante cose buone ci saranno, perché' saremo umili!». E «con questo atteggiamento di pentimento siamo più capaci di essere misericordiosi, perché sentiamo su di noi la misericordia di Dio». Ieri mattina Bergoglio ha ricevuto anche i vescovi di Timor Est: « Siate coscienza critica della nazione, annunciate il Vangelo della misericordia e fate in modo che questo annuncio sia comprensibile nelle lingue locali».