L’Ama pubblica gli stipendi. Ecco i 27 paperoni
L’Ama decide una svolta nel segno della trasparenza e pubblica gli stipendi dei vertici aziendali. Per i ventiquattro dirigenti, il presidente e i due membri del cda, la municipalizzata dei rifiuti spende quasi tre milioni di euro l’anno. Le retribuzioni sono lorde. Il Paperon de’ paperoni dei rifiuti romani non è, come si potrebbe supporre, il presidente Daniele Fortini (che ricopre anche il ruolo di amministratore delegato), ma il direttore generale Giovanni Fiscon con 220.422 euro. Tre milioni l’anno sono una bella cifra, se si considera il fatto che molte volte l’Ama fa ricorso anche a consulenze esterne (otto sono quelli pubblicati online). Come è accaduto, ad esempio, a fine 2012, quando pagò 1,8 milioni a quattro esperti di differenziata che avevano il compito di predisporre il nuovo piano della raccolta dei rifiuti. Ma torniamo agli stipendi. Al secondo posto, si piazza il capo del personale, Paolo Passi, con 175mila euro. Terzo è il direttore amministrazione, finanza e controllo, Giovanna Anelli (ha rivestito il ruolo di direttore generale fino all’aprile scorso) con 173.695 euro. È stata lei, nell’ultimo anno di mandato di Alemanno, a portare avanti il nuovo modello di raccolta porta a porta che ha riguardato grandi municipi, come l’Eur. Di tutto rispetto anche la retribuzione di Leopoldo D’Amico, alla direzione generale staff, che incassa 149mila euro l’anno. Resta ancora da quantificare con esattezza lo stipendio del presidente Daniele Fortini, scelto poco tempo fa dal sindaco Marino al posto di Piergiorgio Benvenuti. Fortini, infatti, prende 79mila euro come presidente del cda, mentre sarà lo stesso consiglio di amministrazione a determinare la parte variabile in qualità di amministratore delegato, sulla base di specifici obiettivi qualitativi e quantitativi. Motivo per cui i 79mila euro sono destinati a lievitare. Infine, i due componenti del cda, l’avvocato Rodolfo Murra e l’ingegnere Carolina Cirillo, guadagnano entrambi 27mila euro. L’Ama ha pubblicato questi stipendi nella sezione «Trasparenza, valutazione e merito» del sito www.amaroma.it (rispettivamente sotto le voci «Retribuzioni dei dirigenti» e «Incarichi amministrativì»). La decisione di pubblicarli è stata presa nella riunione del cda del 31 gennaio ed è stata motivata in questo modo: «Interpretando anche le indicazioni del sindaco e dell’azionista - afferma il presidente Daniele Fortini - abbiamo voluto dare subito un segnale nella direzione della più totale trasparenza. È infatti fondamentale che un’azienda così importante per Roma si offra alla cittadinanza come una casa di vetro per costruire un rapporto improntato alla massima fiducia. Entro pochi giorni - prosegue Fortini - affideremo anche a una società specializzata, individuata con procedura pubblica, il compito di redigere un rapporto sui profili e le abilità professionali delle figure direttive aziendali di vario livello. Un altro obiettivo prioritario è infatti quello di assicurare le più alte prestazioni e competenze del management per garantire la massima efficienza». Resta il fatto che, a fronte di tre milioni spesi per i dirigenti, l’Ama continua a pagare fior di milioni alle imprese del nord Italia per trattare i nostri rifiuti. I romani differenziano, gli altri ci guadagnano.