Primario di cardiochirurgia sospeso anche dal Consiglio di Stato
Dopo il ricorso al Tar,e sospensiva, il 16 gennaio il Consiglio di Stato ha confermato la sanzione. I giudici scrivono che «l’appello appare assistito da fumus boni iuris perché i fatti sono circoscritti alla falsificazione di firma, espressa in forma non dubitativa», e che «la misura e proporzionalità della sanzione rispetto alla gravità del fatto attiene al merito della discrezionalità amministrativa». Questa volta, per Toscano non sembrano esserci vie d’uscita. Il Consiglio di Stato conferma la sospensione per un anno del primario di Cardiochirurgia del policlinico Umberto I di Roma, Michele Toscano. Brutta storia quella del professore, allontanato dal servizio e senza stipendio, con una sanzione disciplinare per aver accusato ingiustamente dei colleghi, dopo la morte a marzo di una paziente che aveva operato . E' lo stesso Toscano coinvolto nel 2001 in uno scandalo di tangenti, per la fornitura di valvole cardiache e costretto a patteggiare una pena di 1 anno e 4 mesi di carcere al tribunale di Firenze. Allora il primario non era stato sospeso solo per un cavillo: un ritardo nella comunicazione postale. Stavolta, Toscano aveva ottenuto dal Tar del Lazio una sospensiva del provvedimento disciplinare, ma in questi giorni il Consiglio di Stato ha ribaltato la prima sentenza. Sarà, dunque, allontanato dal servizio.Dopo la morte della paziente, 5 giorni dopo l’intervento al cuore e un complicato decorso postoperatorio, il professore forse sentendosi nel mirino aveva denunciato ai vertici dell’ospedale comportamento di anestesisti, chirurghi e cardiologi, che avrebbe fatto peggiorare le condizioni della paziente. E aveva accusato un collaboratore di aver falsificato la sua firma e la programmazione operatoria . Fatto del tutto falso, visto che l’interessato in quel giorno era in ferie. L'indagine interna ha accertato la completa estraneità dei medici accusati. Ed è stato aperto contro di lui un procedimento disciplinare, contestandogli di aver accusato il collega «senza avere prova in merito di aver falsificato la firma ledendone così gravemente la dignità e onore», di aver cercato di «coinvolgere altri nella responsabilità della morte di una paziente, con sviamento delle proprie responsabilità; quanto meno connesse al non aver adempiuto ai doveri di ufficio di interessarsi con continuità dell'evoluzione clinica …». L'università ha richiesto come sanzione la decadenza da ruolo di professore e, in subordine, la sospensione di un anno. Il 30 luglio il collegio di disciplina, ha concluso che le accuse rivolte da Toscano ai colleghi non avevano «alcun fondamento» , non erano «suffragate documentalmente nonostante la gravità delle stesse e la valenza lesiva» e ha definito la sua una «condotta di grave pregiudizio di altro docente realizzata in violazione di leggi e regolamenti disciplinari».